Luigi Valadier, Coppia di tavoli dodecagonali, bronzo dorato, porfido (piani), giallo antico, verde antico, bianco e nero di Aquitania, legno scolpito, intagliato e dorato, 1773. © Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo - Galleria Borghese
Luigi Valadier, Coppia di tavoli dodecagonali, bronzo dorato, porfido (piani), giallo antico, verde antico, bianco e nero di Aquitania, legno scolpito, intagliato e dorato, 1773, Galleria Borghese, Roma, Sala IV.
Il tavolo, l’oggetto più comune di ogni casa. Nelle mani di un grande artefice questo oggetto può divenire un’opera d’arte. Due piani di porfido a dodici angoli, sostenuti ciascuno da un sostegno di forma complessa rivestito e profilato di marmi diversi, ornato di dorature nellemensole poste in alto sui quattrolati e nelle modanature: un profilo di bronzo dorato, disegnato come una fettuccia avvolta a un bastoncino e fermata da piccole foglie orna il ciglio del piano.
Di bronzo dorato sono anche i mascheroni sulle mensole, che danno un significato cosmico a questo mobile d’arredo. Sono quattro, come le quattro Stagioni. I volti delle Stagioni sono rappresentati secondo l’iconografia consueta: il vecchio barbuto e incappucciato per l’Inverno, il giovane coronato di pampini per l’Autunno, le due donne ornate di fiori o di spighe per la Primavera e per l’Estate.
Quattro bellissimi volti diversi per ciascun tavolo, otto modelli diversi usati dall’artista, per dare decoro e senso a questi oggetti, che dalle sue mani nascono davvero fuori dal comune.
(Scheda a cura di Galleria Borghese)
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