Pyotr Pavlensky, performance, 2013, courtesy l'artista
Ieri l’artista Pyotr Pavlensky (1984, San Pietroburgo) è stato al centro delle cronache per aver diffuso un video e delle fotografie con immagini di non meglio specificato carattere sessuale, in cui, secondo le fonti, si vedrebbe il candidato sindaco di Parigi, Benjamin Griveaux, fedelissimo di Emmanuel Macron.
Il materiale è stato pubblicato online, la diffusione è stata poi rivendicata dall’artista, che sostiene di averlo avuto da una fonte che ha avuto un rapporto consenziente con Griveaux.
Lo scandalo ha travolto la poltica francese, Griveaux ha ritirato al propria candidatura a sindaco per le elezioni del prossimo marzo e il sistema trema, perchè l’artista ha affermato che questo è solo il primo dei documenti che svelerà .
Pavlensky ha rilasciato alcune dichirazioni alla stampa francese, in cui sostiene di aver pubblicato il video per denunciare l’ipocrisia con cui, secondo lui, Griveaux starebbe conducendo la propria campagna elettorale, incentrata sui valori familiari ma agendo poi in maniera non coerente.
Pavlensky ha anche dichiarato di non essere interessato alla vita privata e sessuale dei politici, ma alla loro onestà : il suo esplicito obiettivo sarebbe quello di «denunciare il puritanesimo in politica e l’ipocrisia dei suoi responsabili».
Pyotr Pavlensky ha fatto spesso parlare di sè e delle proprie performance per l’aspetto estremo di molte di esse. Una delle più note, quella in cui nel 2012 si è cucito le labbra con un filo che passava da parte a parte e si è fatto immortalare davanti alla cattedrale di San Pietroburgo, per protestare contro la condanna della Pussy Riot.
Nel novembre 2016 Pyotr Pavlensky ha appiccato il fuoco alla porta di un edificio dei servizi segreti a Mosca, dopo l’accusa di vandalismo ha chiesto asilo alla Francia, che lo ha accolto, consideando soprattutto la sua attività di artista che attraverso la body art aveva espresso la propria dissidenza contro il potere istituzionale.
Nel gennaio 2017 Pavlensky si è trasferito in Francia con la compagna Oksana Shalygina e le loro due figlie, ma la sua insofferenza per i sistemi di potere non è si placata e due anni fa ha appiccato un altro incendio, questa volta alla porta della Banque de France in Place de la Bastille a Parigi, invocando una rivoluzione contro i poteri della finanza.
Nel gennaio 2019 è stato condannato a tre anni di carcere, dopo aver scontato undici mesi di custodia cautelare gli è stata sospesa la pena restante.
In questi mesi la moglie Oksana lo ha lasciato e ha portato con sè le figlie, provocando un gravissimo dolore per l’artista, che nel frattempo ha iniziato a lavorare a un progetto online, un sito da cui promette, appunto, di «denunciare il puritanesimo in politica e l’ipocrisia dei suoi responsabili» e Benjamin Griveaux sarebbe soltanto il primo, secondo le dichirazioni dell’artista. Un nuovo Wikileaks a regola d’arte.
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