Wooden Renaissance: il parco della Reggia di Caserta apre al contemporaneo

di - 23 Dicembre 2020

Francesca Borrelli e Roberto Dell’Orco, con Still life, Sasha Vinci con Piccola primavera dorata, e Alice Padovani, con La memoria del leccio, sono i vincitori della prima edizione di “Creazione Contemporanea & Museo Verde – Wooden Renaissance, a site-specific growth”, concorso promosso dalla Reggia di Caserta. Oggetto del bando, la realizzazione di opere d’arte contemporanea site specific per i fantastici spazi del Parco Reale del Complesso vanvitelliano, a partire dai tronchi degli esemplari vetusti di Quercus ilex e dai materiali legnosi già a terra, secondo le parole chiave della sostenibilità ambientale e del riutilizzo.

A nominare i vincitori, una commissione composta da Alberta Campitelli, presidente del comitato tecnico scientifico Musei – Mibact e dell’Accademia di Belle Arti di Roma e vice presidente dell’Associazione Parchi e Giardini, Adriana Polveroni, giornalista del settore, critica d’arte, docente e curatrice del contemporaneo, e Maurizio Reggi, funzionario responsabile della Conservazione e Tutela del Parco di Venaria Reale. Tra le 79 proposte pervenute, tre quelle selezionate, dunque, che saranno poi avanzate per il bando del PAC – Piano per L’Arte Contemporanea 2020, indetto dalla DGCC – Direzione Generale Creatività Contemporanea, in collaborazione con la Direzione Generale Musei del MIBACT, per la selezione di opere da inserire nelle collezioni pubbliche italiane.

«Ringrazio la commissione per il prezioso lavoro svolto a ritmi serratissimi. Sono certa che abbia scelto progetti meritevoli che potranno trasmettere suggestioni e valori del nostro Museo Verde», ha affermato il Direttore generale della Reggia, Tiziana Maffei che, ultimamente, ha dato una nuova spinta al contemporaneo, grazie anche alla risistemazione negli ambienti degli Appartamenti Reali, in collaborazione con Angela Tecce, della preziosa collezione Terrae Motus, lascito del grande gallerista napoletano Lucio Amelio. «Concorsi di questo spessore danno la possibilità di far nascere e sviluppare idee, dialogare con i contesti, rendere partecipi gli altri e generare futuro. Coniugare a ciò l’utilizzo degli alberi del Parco Reale significa ridare vita, attraverso forme nuove, al nostro patrimonio. Affrontare il tema della circolarità produttiva materiale e creativa, rappresenta una fonte di arricchimento per tutti noi», ha continuato Maffei.

«Abbiamo scelto i progetti che hanno saputo interpretare in modo eccellente lo spirito del luogo, il Bosco Vecchio, offrendo ai lecci, giunti alla fine del loro ciclo biologico, la possibilità di una seconda vita», ha commentato la presidente della commissione di Wooden Renaissance, Campitelli. «Questo avviene con la creazione di opere rispettose dell’ambiente, utilizzando pressoché esclusivamente materiale legnoso del Parco Reale. Abbiamo scelto tre progetti molto diversi tra loro, che interpretano nel modo migliore la dimensione poetica dell’albero e quella architettonico monumentale, mediante un armonioso inserimento nel Bosco».

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