Prendete la urban culture, il graffitismo e l’hip-hop, lo streewear e tutto il mondo che ci gira intorno. Per ambientare questi ingredienti difficilmente si sceglierebbe l’Italia. Se poi il magazine d’eccellenza che diffonde nella penisola, e da qui all’estero, questa peculiare cultura ha una redazione tutta lancianese, allora è lecito stupirsi. Ma in fondo non è raro che le proposte più coraggiose provengano dalle periferie. Dopo aver sfogliato le immagini di Ernest Pignon-Ernest e Blu, Pnk One e Miss Van, ne abbiamo parlato con Francesco Galluppi, direttore editoriale e art director di Defrag Magazine.
Quando è nato defrag? Chi è? Dove si può trovare?
Defrag nasce nel 1997 e viene pubblicato ogni sei mesi, ma l’obiettivo futuro è di trasformarlo in trimestrale. La distribuzione in Italia passa per le migliori edicole, la catena Feltrinelli, librerie selezionate, negozi di musica e abbigliamento streetwear; all’estero si trova nelle edicole e librerie dei seguenti paesi: Austria, Francia, Brasile, Germania, Grecia, Indonesia, Inghilterra, Giappone, Malesia, Polonia, Singapore, Spagna, Svezia, Taiwan, Tailandia e Turchia. Si sta valutando anche una distribuzione negli Stati Uniti. E poi via internet con il mailorder.
E la vostra redazione com’è composta?
Al momento siamo tre persone più una decina di collaboratori esterni, sia italiani che stranieri… In continuo aumento.
Qual’è il vostro target?
Defrag è rivolto a un pubblico variegato ed esigente, che desidera approfondire i temi dell’arte urbana e contemporanea, senza tralasciare la fotografia, la musica e i linguaggi della grafica sperimentale.
Studenti, insegnanti, giornalisti, professionisti della moda e collezionisti trovano sulle pagine del nostro magazine esclusivi reportage, focus on su artisti ed eventi, nonché corpose gallerie fotografiche.
Ritieni che siano importanti le contaminazioni? E come valuti il mercato editoriale italiano?
Le contaminazioni sono fondamentali ai fini di una crescita culturale, stilistica e concettuale. Alla seconda domanda rispondo: no comment.
Alla rivista si accompagnano altre iniziative?
Il magazine supporta conferenze ed eventi sulla grafica e il design, convention Hip Hop, festival musicali, mostre ecc., organizzate in Italia e all’estero.
I progetti in cantiere nel medio periodo?
Promuovere il magazine e i suoi fini.
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