Maurizio Esposito, EDI23
Dal 18 al 20 marzo 2026, Napoli ospiterà la terza edizione di EDI – Education Integration Global Forum, un appuntamento internazionale dedicato al ruolo dell’educazione nelle istituzioni culturali contemporanee. Promosso dalla Fondazione Morra Greco con il sostegno della Regione Campania, il forum riunirà una rete di 94 musei e professionisti della cultura provenienti da 23 Paesi, tra direttori di museo, educatori, ricercatori, artisti e rappresentanti di istituzioni culturali.
Negli ultimi anni i servizi educativi sono diventati uno dei campi più dinamici nella trasformazione delle istituzioni culturali. Se per lungo tempo musei e centri d’arte hanno concepito l’educazione come attività di mediazione o di accompagnamento alle mostre, oggi queste pratiche si collocano al centro delle strategie culturali. L’educazione museale non riguarda più soltanto la trasmissione di conoscenze artistiche ma si confronta con temi di forte attualità — dalla cultura visiva alla disinformazione, dall’impatto delle tecnologie digitali alle questioni di accessibilità e inclusione — ridefinendo il museo come spazio di formazione civica e di interpretazione critica del presente.
È proprio in questa prospettiva che si colloca EDI Global Forum, nato per interrogare il rapporto tra educazione, immagini e società contemporanea. E dunque, come possiamo leggere criticamente le immagini nell’epoca dell’intelligenza artificiale, dei deep fake e della disinformazione diffusa? Questa la domanda da cui prende le mosse la terza edizione del forum.
Secondo Sylvain Bellenger, direttore generale del Forum, la capacità di interpretare le immagini è ormai una competenza fondamentale per la vita democratica: «In un’epoca di sovrabbondanza visiva e manipolazione delle immagini, la democrazia non può sopravvivere senza cittadini capaci di vedere, interpretare e giudicare». In questo senso, il progetto EDI propone di collocare musei e istituzioni culturali al centro di una nuova alfabetizzazione visiva, considerata una responsabilità pubblica.
Il forum nasce infatti dal dialogo con alcune tra le principali istituzioni culturali internazionali, tra cui il Metropolitan Museum of Art, la Tate, il Museu de Arte de São Paulo, il Museo Nacional del Prado, la National Gallery Singapore e il Centre Pompidou, insieme a università, fondazioni e centri di ricerca.
Uno dei concetti chiave della terza edizione è quello di “slow watching”, proposto come alternativa alla velocità con cui oggi le immagini vengono prodotte e consumate nei contesti digitali. In un ambiente visivo dominato dallo scrolling continuo e dagli algoritmi delle piattaforme social, il “guardare lentamente” diventa una pratica educativa che restituisce alle immagini tempo, complessità e possibilità interpretativa.
Il programma del forum si articola attorno a quattro principali aree tematiche. Il primo riguarda proprio la relazione tra cultura digitale e attenzione visiva, interrogando la responsabilità condivisa tra musei, artisti e creatori di contenuti nell’epoca delle piattaforme. Un secondo asse è dedicato al rapporto tra intelligenza artificiale, arte ed etica, con riflessioni su autenticazione delle immagini, conservazione digitale e sostenibilità tecnologica. Il terzo tema affronta il modello del “gentle museum”, che propone pratiche museali più inclusive e accessibili, con particolare attenzione alla neurodiversità. Infine, una sezione sarà dedicata al rapporto tra arte, attivismo e sfera pubblica, esplorando il ruolo crescente di artisti e influencer nella formazione dell’opinione pubblica.
Tra gli ospiti internazionali figurano Glenn D. Lowry, direttore emerito del Museum of Modern Art di New York, che ripercorrerà tre decenni di trasformazioni museali; Giorgia Abeltino, responsabile per le politiche pubbliche di Google, e il neuroscienziato Maurizio Corbetta, dell’Università di Padova, che discuteranno i processi cognitivi legati all’interazione online. Interverranno inoltre la filosofa della tecnologia Aimee Van Wynsberghe dell’Universität Bonn, il curatore Gautier Verbeke del Musée du Louvre, l’artista Amie Siegel, e rappresentanti di pratiche artistiche e sociali contemporanee, tra cui l’attivista Tommaso Juhasz del movimento Ultima Generazione.
Accanto agli incontri e ai dibattiti, il programma include anche un progetto espositivo diffuso nello spazio urbano. Il progetto Spazio FOTOcopia mette in dialogo la tradizione della stampa popolare napoletana con il concetto di slow watching, proponendo un intervento nello spazio pubblico che invita a rallentare lo sguardo e a restituire alle immagini una dimensione di presenza e di relazione
In un tempo in cui le immagini circolano con una velocità senza precedenti e influenzano in modo decisivo la costruzione dell’opinione pubblica, l’educazione visiva diventa una delle sfide più urgenti per le istituzioni culturali. EDI Global Forum si propone di affrontarla proprio a partire dal confronto, mettendo in dialogo ricerca, pratiche museali e nuove forme di produzione culturale.
Il progetto è cofinanziato con risorse FSC 2021/2027, DGR 616/2024. Piano Strategico Cultura e Turismo 2024/2025 – Progetto Global Forum Mostre d’Arte Contemporanea EDI 2025.
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