Al MuSA di Pietrasanta, viaggio tecnologico nella grande arte di Michelangelo

di - 7 Agosto 2020

«Imparare a vedere è il tirocinio più lungo in tutte le arti» raccomandava Edmond De Goncourt e se per “imparare a vedere” oggi ci vengono incontro tecnologie assolutamente innovative, ben vengano anche queste, senza il birignao dubbioso che reputa spesso una bestemmia accostarle ai mostri sacri della nostra storia dell’arte. Nuovo modo di vedere, come accade nella video installazione immersiva “Michelangelo – Il dono della creazione. La riscoperta della forma attraverso la luce” che animerà per tutto il mese di agosto la sala multimediale MuSA – Museo Virtuale della Scultura e dell’Architettura a Pietrasanta. Una installazione grazie alla quale  si possono scoprire dettagli che mai a occhio nudo, nonostante tutta la nostra sapienza, oggi potremo mai notare, approcciandoci a opere d’arte cosi totalmente coinvolgenti, come le otto di Michelangelo che caratterizzano il progetto, oggi conservate presso la Galleria dell’Accademia, il circuito museale del Bargello e la Casa Museo Buonarroti, di Firenze.

Grandi fotografi hanno iniziato nel tempo a educarci al dettaglio con immagini straordinarie. Come non ricordare il lavoro di Aurelio Amendola  o gli indimenticabili scatti di Robert Hupka ma, oggi, alla staticità della fotografia la tecnologia ha aggiunto il movimento, la rotazione, il volume tridimensionale, accompagnandoci nella riscoperta di opere che ormai riteniamo familiari, sollecitandone una nuova visione dal vivo  oppure, per chi non avesse ancora compiuto questa esperienza, stimolando l’incredibile motore della curiosità  come conoscenza.

Al MuSA, Michelangelo come l’abbiamo raramente visto

Al MuSA di Pietrasanta, quindi, venticinque minuti di immersione emozionante in dettagli su enormi videowall delle opere di Michelangelo, accompagnati da musiche originali nei quali il particolare di quel muscolo che sembra sollevarsi, quella vena pulsare, quel velo di marmo sollevarsi, ci stupiscono e coinvolgono in  nuove emozioni e sollecitazioni. Quel piede del David che ci accorgiamo esserci persi nello stupore di quel totale cosi abbagliante, quel taglio dell’occhio. Quella manina minuscola, cosi come la bellezza della bocca appena socchiusa della madre nel Tondo Pitti, o lo sguardo in primo piano, stravolto e fiammeggiante, del Bacco.

“Michelangelo, il dono della creazione”, al MuSA – Museo Virtuale della Scultura e dell’Architettura a Pietrasanta, è un’opera realizzata dalle fotografie di Sergio Garbari, ex fotografo ufficiale del Gabinetto degli Uffizi, con la direzione artistica di Francesco Mazzei e il coordinamento di Giuliano Gasparotti di Kif Italia e la produzione di Studio B19 di Maicol Borghetti. Al Maestro Furio Valitutti e alla voce del mezzosoprano Jeehee Han è affidato il compito di impreziosire la video installazione con una composizione musicale originale e la riproduzione dei suoni caratteristici del lavoro. Postazioni touchscreen sono dislocate all’interno della sala come punti di approfondimento sulle otto opere.

Insomma, la grande tecnologia di ultimissima generazione applicata all’arte? Sì, perché «L’occhio vede ciò che la mente conosce», come scriveva Goethe, e sì, se anche attraverso queste nuove forme di divulgazione, frutto di una ricerca scientifica innovativa e minuziosa, si diffondono bellezza e curiosità di nuova conoscenza del nostro immenso patrimonio artistico.

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