Chiara Ventura, Forma e colore dell’amare (part.)
La grafica d’arte, una lunghissima storia che interroga il presente. Aprirà il 19 marzo, presso la Fondazione Il Bisonte di Firenze, Post Print Media. Pratiche di residenzialità nella grafica contemporanea, mostra che conclude la terza edizione del programma di residenze curato da Silvia Bellotti. Il progetto riunisce i lavori di Lori Lako, Leonardo Meoni, Bianca Migliorini e Chiara Ventura, quattro artisti invitati a confrontarsi con i linguaggi della grafica attraverso un dialogo diretto con le maestranze tecniche e con la tradizione incisoria della Fondazione.
La mostra restituisce infatti gli esiti di un percorso di ricerca sviluppato nei laboratori del Bisonte. Fondata nel 1959 da Maria Luigia Guaita insieme a Carlo Ludovico Ragghianti ed Enrico Vallecchi, la Fondazione Il Bisonte rappresenta oggi uno dei principali centri internazionali dedicati alla grafica d’arte. Nei suoi laboratori hanno lavorato nel corso degli anni artisti come Pablo Picasso, Carlo Carrà, Giò Pomodoro, Giuseppe Capogrossi, Henry Moore e Alexander Calder, inaugurando una tradizione di dialogo tra autori e maestranze che continua ancora oggi attraverso mostre, corsi e programmi di residenza. In questo contesto, Firenze, città legata alla tradizione della stampa d’arte, si conferma un terreno fertile anche per la grafica contemporanea.
Pur muovendosi su registri differenti, i quattro artisti condividono un approccio che guarda alla grafica come campo di sperimentazione, in cui il processo diventa parte integrante della riflessione. Nel lavoro di Lori Lako, la stampa diventa uno strumento per rileggere simboli nazionali e iconografie della propaganda novecentesca. Attraverso procedimenti come la cianotipia e la stampa anastatica, l’artista interviene su immagini provenienti da archivi e materiali storici, alterandone lo statuto e mettendo in discussione il rapporto tra memoria visiva e potere politico.
Una diversa declinazione della stampa emerge invece nella ricerca di Bianca Migliorini, che utilizza la tecnica della cianotipia su carta blueback, il supporto tipicamente impiegato per la cartellonistica urbana. La scelta di questo materiale, caratterizzato da una resa visiva imperfetta e da una bassa definizione, diventa un elemento estetico deliberato. Le immagini assumono così un carattere quasi fantasmatico, segnato da forti contrasti chiaroscurali e da una qualità visiva che richiama la dimensione effimera della comunicazione pubblica.
Il progetto di Leonardo Meoni si sviluppa a partire da un laboratorio realizzato presso la Casa Circondariale di Sollicciano, in collaborazione con Associazione Arte Continua. Le matrici incise insieme ai detenuti rappresentano il punto di partenza di un lavoro che mette in discussione l’idea tradizionale di autorialità, aprendo al tempo stesso una riflessione sulle possibilità concrete di integrazione e partecipazione attraverso le pratiche artistiche.
Il linguaggio è al centro anche della ricerca di Chiara Ventura, che utilizza la superficie stampata come spazio di slittamento semantico. Attraverso la decostruzione di formule normative e codici verbali, l’artista indaga il rapporto tra parola, potere e costruzione dell’autorità, trasformando la stampa in un luogo in cui il significato si sposta, si incrina e si ridefinisce.
Parte delle opere realizzate durante la residenza entrerà a far parte di archivi e collezioni pubbliche, tra cui l’Archivio del Centro Luigi Pecci di Prato e l’Istituto Centrale per la Grafica di Roma, contribuendo così a consolidare la dimensione di ricerca del progetto.
La terza edizione di Post Print Media è stata realizzata grazie al contributo della Regione Toscana e del programma Giovanisì nell’ambito di Toscanaincontemporanea2025. Al progetto hanno collaborato anche l’Accademia di Belle Arti di Firenze, l’Associazione Arte Continua e il Museo Novecento, partner coinvolti nello sviluppo delle residenze e del public program.
La mostra sarà visitabile negli spazi della Fondazione Il Bisonte fino al 30 maggio 2026. Il programma collaterale prevede anche un talk pubblico, in programma il 21 aprile al Museo Novecento di Firenze, dedicato al rapporto tra pratiche residenziali e produzione artistica nel campo della grafica contemporanea.
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