Backyard Community Club, ph Julien Lanoo
Mentre a Torino si giocano le ATP Finals, con campionissimi quali Jannik Sinner e Carlos Alcaraz a contendersi il titolo dell’annata tennistica, ad Accra, in Ghana, va in scena un progetto che intreccia sport, architettura e arte contemporanea. L’artista Amoako Boafo, una delle voci più riconoscibili della nuova scena africana, ha infatti inaugurato Backyard Community Club, un campo da tennis pensato come spazio educativo e comunitario nel quartiere di Osu, dove è nato e cresciuto.
Il progetto nasce nell’ambito di dot.ateliers, la residenza d’artista fondata da Boafo nel 2022 per offrire ai giovani creativi l’ambiente che lui stesso avrebbe voluto incontrare agli inizi della carriera. Stavolta, però, la riflessione si sviluppa da un’altra matrice: l’amore per il tennis, la disciplina che Boafo, classe 1984, ha praticato prima di diventare un artista di fama internazionale. Prima ball boy, poi giocatore e oggi pittore noto per i suoi intensi ritratti, Boafo riporta in Backyard una parte essenziale della sua formazione.
«Con Backyard spero di creare un ambiente in cui lo sport non sia solo competizione, ma un luogo di fiducia, connessione ed espressione personale. Un modo per ricordare ai ragazzi che il campo, come lo studio, può essere uno spazio di creatività e crescita», ha spiegato l’artista.
Il Backyard Community Club è descritto come il primo vero campo da tennis in terra battuta regolamentare del Ghana. Il progetto è firmato dallo studio di architettura di Accra DeRoche Projects, guidato da Glenn DeRoche, che con Boafo ha già lavorato per la progettazione di mostre fondamentali dell’artista, dal Belvedere di Vienna alla Gagosian di Londra, oltre che nella configurazione della residenza dot.ateliers a Ogbojo. Per Backyard sono state scelte soluzioni semplici ma significative. Il campo è racchiuso da un muro di quattro metri realizzato con pannelli prefabbricati in terra compattata, un esempio di edilizia sostenibile in un contesto spesso privo di spazi pubblici dedicati ai giovani.
Attorno al perimetro, una fascia verde di alberi e piante – cocco, guava, mango, lemongrass, soursop, menta – alla cui cura partecipano attivamente i ragazzi. All’interno, una panchina ombreggiata e piccoli spogliatoi completano uno spazio volutamente essenziale, progettato per crescere insieme alla comunità.
Il vero cuore del progetto, però, è la gratuità delle lezioni offerte ai bambini del quartiere. Backyard si propone come piattaforma di mentoring e inclusione, un luogo dove i giovani possono sperimentare nuove forme di disciplina e autoconsapevolezza. «Backyard è più del tennis: è una piattaforma per la gioventù, il mentoring e la comunità», afferma DeRoche. «Se anche solo alcuni dei ragazzi riusciranno a portare ciò che imparano qui su palcoscenici globali o nel loro ruolo futuro nella comunità, avremo fatto qualcosa di veramente importante».
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