“Una sintesi di pietra di tutto il passato torinese”. Così Guido Gozzano descrive il torinese Palazzo Madama. L’edificio ha una storia lunga e gloriosa che si snoda attraverso i secoli, dalle origini –nel I secolo a.C.- come porta del castrum romano, a sede del Comitato Olimpico durante i giochi invernali del 2006. Nel Medioevo, divenuto fortezza, fu residenza dei principi d’Acaja mentre all’inizio del Quattrocento Ludovico d’Acaja trasformò la fortezza in un massiccio castello con quattro torri angolari e spazi articolati intorno ad un cortile centrale. Solo nel XVII secolo divenne una vera reggia, elegante e aristocratica, grazie a Maria Giovanna Battista di Savoia Nemours (la Madama Reale alla quale si deve il nome con cui il palazzo è ancora oggi noto) che affidò al geniale Filippo Juvarra la trasformazione dell’edificio. Il progetto juvarriano non fu mai portato a termine, così alla facciata grandiosamente barocca corrisponde una parte posteriore che conserva l’immagine di fortezza medioevale (il cui aspetto attuale è dovuto a restauri ottocenteschi). Dal 1934 il Palazzo è sede del Museo di Arte Antica che per 18 anni -dal 1988- è stato chiuso per lavori di ristrutturazione e restauro per riaprire al pubblico domani, sabato 16 dicembre.
I numeri del nuovo allestimento sono imponenti: trentamila
Un posto a parte è riservato alle opere più importanti e significative delle collezioni, che sono state raccolte in una delle torri del castello, la “Torre dei tesori”. Qui è custodito forse il più celebre dipinto delle collezioni: il Ritratto d’uomo di Antonello da Messina, insieme ad alcuni fogli miniati del codice delle Très belles heures de Notre Dame de Jean de Berry dei fratelli
E sempre in tema di inaugurazioni natalizie, il 13 dicembre scorso è stata aperta a Roma in Palazzo Barberini la Galleria Nazionale di Arte Antica. Le sale del palazzo -prima occupato dal circolo ufficiali- sono state restaurate per accogliere una ricca collezione di dipinti del Cinquecento da Raffaello ad Hans Holbein da Lorenzo Lotto ad El Greco. Al momento sono state allestite otto sale al piano nobile, ma nei prossimi tre anni sarà completato il restauro e l’allestimento del piano con sale che accoglieranno dipinti di Caravaggio e pittori caravaggeschi, mentre le collezioni di pittura del secondo Seicento e del Settecento dovrebbero trovare posto nelle sale del secondo piano, ancora in ristrutturazione.
Se per Natale sarete a Torino o Roma non lasciatevi sfuggire questi due musei freschi di vernice.
antonella bicci
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