Spazio La Mara, ph. Giovanni William Palmisano
Lâarte non deve necessariamente vivere nei luoghi canonici della cultura. Può nascere o essere coltivata altrove, come tante realtĂ insegnano, tra le relazioni informali del quotidiano, dove lâesperienza estetica può davvero fare da sfondo alla vita reale. Ă questa la premessa da cui prende forma Spazio La Mara, il nuovo progetto espositivo allâinterno dellâomonima vineria, nel centro storico di Lecce.
Unâinsegna di uno storico bar leccese, tavolini alti e bassi, cimeli sparsi tra comode poltrone e opere artistiche ben illuminate: Spazio La Mara diventa cosĂŹ un piccolo centro culturale, uno spazio che non separa la dimensione artistica da quella sociale, ma le mette in dialogo, permettendo allâarte di esistere accanto a un bicchiere di vino, in un contesto alla portata di tutti. Ad aprire la programmazione del nuovo spazio, curata da Luisa CarlĂ , sono tre artisti pugliesi che, con linguaggi differenti, condividono una stessa sensibilitĂ per il tema del contatto, della relazione e della scoperta: Tatiana Cardellicchio, Enrica Ciurli e Lisio Ferri.
Da una parte Tatiana Cardellicchio, artista fotografica salentina, che ricerca attraverso lâautoritratto e il ritratto il legame profondo tra identitĂ , natura e tempo. Le fotografie di Tatiana Cardellicchio giocano con la sovrapposizione tra naturale e artificiale. Corpi, fiori, oggetti dialogano in composizioni che ricordano nature morte rinascimentali ma con una luce tagliente, quasi teatrale. Nella sua esposizione, i volti si nascondono dietro foglie, petali o ombre, suggerendo una identitĂ in trasformazione: non piĂš soggetto ritratto, ma materia vivente.
Dâimpatto le opere di Enrica Ciurli, dove la donna è protagonista assoluta e il corpo diventa superficie su cui si proietta unâintera grammatica emotiva. Le pose rilassate, la frontalitĂ dello sguardo, la ripetizione modulare delle figure evocano unâintimitĂ liturgica, contaminando lo spazio attorno e rendendolo narrativo. Enrica Ciurli, pittrice, alterna la sua pratica artistica a progetti educativi e laboratori creativi con i bambini, ispirandosi allâapproccio libero e sperimentale di HervĂŠ Tullet. La sua pittura restituisce quella stessa urgenza di libertĂ e di gioco: un gesto pittorico che nasce dal desiderio di tenere aperto il dialogo tra arte e formazione, tra intuizione e pedagogia visiva.
E ancora, il pittore Lisio Ferri che concentra la sua ricerca sullâesperienza sensibile del contatto come elemento primario della relazione umana. Le sue opere si muovono tra materia e percezione, evocando un sentimento di appartenenza a un organismo piĂš grande. Il colore e la superficie si fanno cosĂŹ strumenti di rigenerazione, luoghi di attraversamento tra il sĂŠ e lâaltro. Nelle due tele di Lisio Ferri, la figura maschile è colta in unâazione sospesa, quasi interrotta e la separazione fisica tra le due parti del corpo, la testa da un lato, il braccio dallâaltro, apre un varco visivo e concettuale. Quello che colpisce è che tra i due quadri si stende lâassenza, un silenzio dâacqua e cielo, dove la figura è insieme reale e mentale, immersa in un azzurro sospeso.
Insieme, questi tre percorsi delineano la visione di Spazio La Mara: un ambiente in cui lâarte non è ornamento ma linguaggio vivo in uno spazio ibrido della cittĂ contemporanea, quella in cui il dialogo e la convivialitĂ diventano parte integrante del processo culturale. Un modello intimo ma aperto, informale e curato, dove la cultura è ciò che dovrebbe essere sempre: una pratica condivisa, accessibile e quotidiana.
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