Artissima? Vivissima!
Si apre all’insegna dell’ottimismo, e non potrebbe essere altrimenti, la 21esima edizione di Artissima. perché dopo anni che una fiera del genere fa “medagliere” per gallerie italiane e addirittura anche straniere, rilanciare con qualcosa di inedito è segno di salute, almeno del pensiero. Per quella economica staremo a vedere.
La novità è la sezione dedicata alla performance, “Per4m”, annunciata con enfasi stamane dalla direttrice, Sarah Cosulich Canarutto, primo esperimento in cui si dà valore commerciale all’azione dal vivo, perché, da altre parti come Frieze London già ci sono programmi “Live” che però non passano attraverso la vendita. Ora, invece, ad Artissima si va dal riconoscere la performance come <<opera d’arte a tutti gli effetti al promuoverla come opera buona anche per il mercato>>. Ma come reagirà il collezionismo a questa nuova proposta, in particolare quello italiano che qui è la maggioranza?
A parte questa novità, la fiera però piace. Molti sono già i commenti positivi che si registrano a caldo, da collezionisti, critici e altri ospiti presenti alla preview. E, lo sforzo di mantenere alta la qualità, non è poco in un momento critico come l’attuale. Un impegno anche nel rendere meno accademica la conferenza stampa è stato fatto ricorrendo all’aiuto del giornalista RAI Paolo Maggioni, che stamattina ha allestito un “teatrino dei relatori”. Il moderatore ha contribuito a ordinare gli interventi con una sveglia a forma di hamburger, mettendo a disposizione due minuti ciascuno, non di più, per << Evitare la noia delle conferenze, dove nessuno ascolta>>. Anche se i discorsi strappano decisamente pochi applausi.
Pieni di buoni propositi, come al solito, i discorsi dei politici: Antonella Parigi, assessore regionale alla cultura, e Maurizio Brccialarghe, corrispettivo per il Comune di Torino. Ma si possono prendere ancora per buone frasi come <<Abbiamo bisogno dell’arte contemporanea per una dimensione di libertà e di futuro>> (Parigi) e <<L’arte è lo specchio per capire la realtà che ci circonda, per interpretare i tempi che stiamo vivendo. Non mette limiti all’immaginazione, e non è pura e semplice attrazione>> (Braccialarghe)? Vero è, comunque, che da queste parti i politici, almeno rispetto all’arte, si sono sempre dimostrati migliori di altri. Quindi, una volta tanto, siamo più clementi.
Oltre ai rappresentanti delle istituzioni, tra le fila degli interventi emerge forte un senso di trionfalismo della fiera, la più internazionale del Belpaese, che manifesta continue volontà di rilancio, forse una strategia per farsi coraggio a vicenda. Ma il discorso più convincente, in tempi di crisi economica e in cui Torino si appresta ancora a mettersi in scena come la capitale italiana del contemporaneo (almeno per questa settimana), arriva dal Segretario della Camera di Commercio Guido Bolatto, che parla di Artissima (con tutte le mostre e gli annessi e connessi) come un volano economico per la città, e non solo per il sistema dell’arte e dei suoi addetti ai lavori o collezionisti.
Dulcis in fundo, qualche numero, lasciato alle parole della direttrice: 195 gallerie in totale, 45 curatori coinvolti in progetti che dinamizzano l’ambiente espositivo e rendono la stessa fiera un evento performativo. E poi cinque premi tra cui la prima edizione di K-way, presenze da Brasile, Asia, Medio Oriente, per una serie di stand di qualità museale, oltre ai vari talk e ai giri all’Oval accompagnati dai professionisti dell’arte del programma Walkie Talkie.
Insomma, si parte anche quest’anno sotto il cielo migliore possibile, e infatti stamattina a Torino non piove, anche se le nuvole sono fitte, come l’endemica situazione italiana. Ma finché si gira sembra ombrello, ancora va bene!
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In generale un'impressione positiva, quieta.
La notività delle performance è stimolante, sempre molto valide le sezioni Present e Future e Back to the Future, le proposte galleristiche molto varie, in certi casi forse troppo, ma visto i tempi comprensibile.