CITYSCAPES – Museo Digitale della Memoria, la nuova piattaforma digitale permanente e interattiva realizzata dall’artista Valeriana Berchicci, è stata presentata scorso 18 dicembre a Roma. Il progetto, realizzato in collaborazione con l’associazione CAP – Cities Art Projects e vincitore del bando della Regione Lazio “Lazio Contemporaneo” 2020, è stato sviluppato con la curatela di Benedetta Carpi de Resmini e si avvale del patrocinio di ARTER – Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenzale Pubblica.
CITYSCAPES nasce dall’intenzione di creare un vero e proprio museo digitale, dove raccogliere dati e informazioni su specifici quartieri di Roma. Per realizzarlo, l’artista ha lavorato inizialmente in quattro quartieri: Torpignattara, Tor Bella Monaca, Corviale e Trullo. Berchicci ha proseguito il suo percorso all’Accademia di Belle Arti di Roma, estendendo la mappa ai racconti di un quartiere del centro storico della capitale. Fonte di ispirazione del progetto è il Museo Immaginario di André Malraux, una raccolta fotografica di opere d’arte riunite in una pubblicazione simulando un “museo tascabile”.
Dopo una fase conoscitiva, l’artista ha installato in ogni quartiere un’edicola in legno come postazione da cui poter collezione le testimonianze degli abitanti. L’insieme dei materiali raccolti è stato poi caricato sulla piattaforma CITYSCAPES, svelando un volto nascosto ed effimero della Roma contemporanea.
Sulla piattaforma CITYSCAPES gli utenti avranno la possibilità, grazie a una mappa interattiva di Roma, non solo di ascoltare i tanti racconti di un quartiere, ma anche di contribuire alla realizzazione del museo stesso, caricando un file audio che racconti una storia personale sulla città. La possibilità per i fruitori di interagire direttamente con l’opera è un altro punto di forza su cui l’artista ha voluto far leva. CITYSCAPES è una base di partenza sulla quale costruire un percorso di approfondimento sia archeologico, volto a riportare in superficie i ricordi e la storia dei piccoli eventi, che architettonico, teso a costruire una memoria collettiva della città.
La curatrice a proposito ha spiegato: «Roma metropolitana, non è una mappa: Roma è stratificazione, gentrificazione, migrazione, ospitalità, integrazione, mutualità, immaginazione, riattivazione. Sono tutti aggettivi che in qualche modo compongono il volto variopinto di Roma. È da questo che è nato il progetto di Valeriana Berchicci, dalla volontà di restituire un ritratto del tessuto urbano, composto dalle innumerevoli voci che la animano e che sono inserite nei vari quartieri percorsi dell’artista. Abbiamo voluto attraversare una parte della periferia, quella parte che circonda, che ruota attorno al centro storico, perché è solo attraverso l’unione tra centro e periferia che si costruisce il prisma della città contemporanea».
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