Marcella Beccaria, Ph Chiara Olivieri Bertola
Domani, 23 marzo, AMACI – Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani presenterà “Cogli l’attimo, carpe diem, seize the day”, una giornata di studi online a cura di Marcella Beccaria, Vicepresidente AMACI e Capo Curatore e Curatore delle Collezioni del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, dedicata alla performance e alla sua presenza nelle collezioni e negli archivi museali italiani. La giornata è realizzata con il sostegno della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.
«La storia delle pratiche performative coincide con momenti fondamentali dell’evoluzione della cultura e dall’arte. Con radici che affondano nelle più antiche civiltà, molteplici forme di performatività hanno attraversato il Novecento, dando spazio a nuove forme espressive capaci di oltrepassare categorie codificate. Dagli anni Sessanta al presente, la performance emerge come genere artistico, rappresentando una delle punte più avanzate della ricerca contemporanea e contribuendo a ridefinire il concetto stesso di opera d’arte, il ruolo dell’artista e quello del pubblico.
Malgrado il significato cruciale della performance sia riconosciuto nell’ambito della storia dell’arte contemporanea, e che molteplici pratiche performative facciano da tempo parte della programmazione di molti musei, la sua presenza nelle collezioni e negli archivi museali continua a porre delle sfide. L’emergenza pandemica ha inoltre compromesso l’attuabilità di molteplici pratiche artistiche “dal vivo” incentrate sul corpo, identificando situazioni di rischio proprio nella compresenza dei corpi», ha ricordato AMACI.
«La giornata intende – quindi – approfondire le principali problematiche relative ai modi in cui la performance e le pratiche a essa relative possono essere – anche grazie alle possibilità offerte dal digitale – definite, documentate, collezionate, conservate, valorizzate, insegnate e trasmesse nell’ambito delle collezioni e degli archivi museali. Il programma riunisce, in diverse sessioni strutturate come tavoli di lavoro, direttrici e direttori, curatrici e curatori dei Musei della rete AMACI insieme ad artiste/artisti, curatrici/curatori, studiose/studiosi e professioniste/professionisti, con particolare riferimento al contesto italiano», hanno spiegato gli organizzatori.
La giornata di studi si aprirà con i saluti saluti istituzionali, «seguiti da sette sessioni dedicate a temi specifici che offriranno la possibilità di un dialogo diretto tra artisti, istituzioni e operatori del settore culturale». Verrà lasciata «la parola alle artiste e agli artisti e alle loro pratiche, a partire da quelle che coinvolgono i corpi, chiedendo loro, in primis, cosa resta di questi lavori effimeri, come è possibile trasmettere queste pratiche e – considerando l’esperienza di molti di loro nell’insegnamento nelle Accademie e nelle Università – come insegnare questa forma d’arte. Una sessione sarà dedicata all’intersezione, sempre più forte, tra danza, teatro e istituzioni museali, con alcuni dei protagonisti che lavorano attraverso i vari ambiti. Una sessione sarà dedicata alla definizione ontologica di performance per articolare e approfondire questo concetto, per tornare poi a ridare la parola alle artiste e agli artisti. Una sessione successiva riguarderà gli studi d’artista e gli archivi museali, e specifici problematiche legate alla conservazione e alla catalogazione di questa forma d’arte. Infine, si concluderà affrontando anche gli aspetti di mercato, discutendo le peculiarità di questo linguaggio con importanti gallerie e un legale specializzato in diritto dell’arte», ha anticipato AMACI.
Potete trovare qui il programma completo.
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