CONNEXXION 2025: a Savona, l’arte contemporanea riflette sulla libertà

di - 10 Giugno 2025

Entra nel vivo a Savona CONNEXXION, il festival diffuso di arte contemporanea curato da Livia Savorelli e promosso dall’Associazione Culturale Arteam. Arrivato alla terza edizione, in svolgimento dal 7 al 14 giugno 2025, il progetto torna a interrogare l’identità della città e i suoi spazi simbolici, facendo dell’ex Carcere Sant’Agostino il fulcro di una riflessione sul tema della libertà, intitolata quest’anno Liberi dentro, liberi fuori.

Inaugurata con un’anteprima performativa già il 6 giugno, la manifestazione ha disseminato per le vie cittadine azioni artistiche come la performance itinerante Io non ho vergogna di Mona Lisa Tina e Monumenta Italia / Cantiere Savona di Irene Pittatore, a cura di Lisa Parola e Tea Taramino, che ha attivato una nuova lettura di tre monumenti storici della città: ai Caduti, a Garibaldi e al Marinaio. Un modo per restituire senso a una monumentalità vissuta, attraversata, interrogata, come già al centro delle precedenti edizioni del festival.

Silvia Vendramel, Sulle pareti nulla, installazione site-specific per CONNEXXION 2025, cella n. 6, ex Carcere Sant’Agostino, Savona. Ph. Michele Alberto Sereni

Laboratorio di CONNEXXION 2025 resta però l’ex casa circondariale di Piazza Monticello, temporaneamente riaperta grazie alla collaborazione tra Agenzia del Demanio, Comune di Savona e Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio. Un luogo simbolico, dove la privazione della libertà apre l’occasione di una riflessione sul riscatto culturale. Le celle diventano così stanze della coscienza, affidate alla visione di artisti come Gino D’Ugo, Federica Mariani, mCLp studio e Daniele Nitti Sotres, Angelo Demitri Morandini, Matteo Musetti, Isabella e Tiziana Pers, Irene Pittatore, Mona Lisa Tina, Silvia Vendramel, Narda Zapata, Maya Zignone.

Tiziana Pers, The Age of Remedy, installazione site-specific per CONNEXXION 2025, cella n. 8, ex Carcere Sant’Agostino, Savona. Ph. Michele Alberto Sereni

La sezione Sguardi, che apre il percorso espositivo, è emblematica dell’approccio esperienziale del festival. La città invisibile, installazione collettiva ideata da Michela Vernazza (FAI Giovani Liguria) e co-curata con Savorelli, invita i visitatori a farsi narratori e custodi della memoria urbana. Attraverso testimonianze e immagini storiche, l’opera costruisce un archivio condiviso di racconti sulla città e sui suoi cambiamenti, in un intreccio di vissuto personale e trasformazione collettiva, aggiornato quotidianamente su una mappa interattiva online.

Gino D’Ugo, Ali, installazione site-specific per CONNEXXION 2025, cella n. 4, ex Carcere Sant’Agostino, Savona. Ph. Michele Alberto Sereni

Al piano ammezzato, Il perdono ha l’odore dei fiori calpestati di Matteo Musetti affronta con delicatezza la fragilità della condizione umana, mettendo in scena una riflessione su perdono, cura e abbandono, con fotografie stampate su salviette di tessuto non tessuto e sorrette da bastoni usati in RSA. Il percorso procede con diverse installazioni sui temi della prigionia, della solitudine, della libertà e dei confini tra individuo e società.

Maya Zignone, ALONE, installazione site-specific per CONNEXXION 2025, cella n. 2, ex Carcere Sant’Agostino, Savona. Ph. Michele Alberto Sereni

«In un momento di profonda crisi dell’uomo a livello globale – in cui la logica della sopraffazione soffoca qualsiasi afflato di umanità e libertà – e di smarrimento a livello individuale, con un aumento della violenza come diretta conseguenza della rabbia e frustrazione ma anche della totale mancanza di valori che imperversano nella nostra società, chiedersi cosa significa “essere liberi” è un quesito a cui provare a dare delle risposte», spiega l’ideatrice e curatrice di CONNEXXION, Livia Savorelli.

«L’arte contemporanea può, in tal senso, aiutare a focalizzarsi su determinati interrogativi, aprendo la porta a riflessioni germinative di nuove visioni. Abbracciando le riflessioni di Ivan Petruzzi, nel suo illuminante libro Liberi dentro. Liberi fuori. Il concetto di libertà in tempi di crisi, con la nuova edizione di CONNEXXION ci interroghiamo su una nuova concezione della libertà, non come “un’autorizzazione transitoria” ma come “attitudine esistenziale”. Siamo realmente capaci di esercitare il nostro diritto alla libertà, a viverla pienamente “fuori” nella nostra quotidianità o siamo solo in grado di sognarla, al pari di una concetto astratto a cui non riusciamo a dare forma nel reale?», prosege Savorelli.

Matteo Musetti, Il Perdono ha l’odore dei fiori calpestati, installazione site-specific per CONNEXXION 2025, ex Carcere Sant’Agostino, Savona. Ph. Michele Alberto Sereni

Prossimo appuntamento in programma, il 13 giugno, dalle 17:30 alle 19, nella Cappella, con EARTHLINGS, di Tiziana Pers e Isabella Pers, laboratorio ceramico dal titolo EARTHLINGS volto alla creazione collettiva di un’opera installativa partecipativa. La settimana di CONNEXXION si chiuderà il 14 giugno al Mercato Civico con due iniziative legate al gioco: un laboratorio per bambini a cura di Viviana Siviero e la presentazione di Arscode – Il gioco dell’arte, a cura dell’ideatore Diego Santamaria.

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