Un dialogo avviato ma mai portato a compimento, parole rimaste sospese su un foglio mai giunto a destinazione. Ma che oggi ritrovano un punto di contatto, chiudendo un cerchio rimasto aperto da un secolo. Dalle lettere scritte tra il 1900 e il 1974 dai pazienti psichiatrici internati nel manicomio di Volterra, il più grande d’Italia, è partito Ci. Corrispondenze immaginarie, progetto di arte partecipata realizzato da Mariangela Capossela nell’ambito del programma di rigenerazione urbana e umana Volterra 22. Concepito come work in progress, il progetto ha infatti dato vita a una corrispondenza che nel corso del 2022 ha coinvolto oltre 800 persone, attivando anche un’interazione tra le amministrazioni territoriali, con un passaggio di testimone dal Comune di Volterra al Comune di Calitri, che proseguirà con altre tappe in Italia e all’estero.
Lettere di pazienti mai spedite ai destinatari, a figli, mogli, genitori, rimaste recluse come i loro autori, hanno ripreso vita attraverso la riscrittura a mano da parte di copisti che hanno operato nel contesto di azioni pubbliche, per essere poi inviate alle persone che hanno aderito al progetto chiedendo di diventare destinatari. A Volterra sono arrivate 150 risposte, provenienti da città e paesi di tutta Italia. «Sono risposte che riflettono sentimenti, immaginari, emozioni personali, contribuendo a scrivere al presente un nuovo discorso collettivo, un dialogo e una riflessione attiva sulla malattia, l’isolamento, la cura», spiega Capossela. «Scrivere a mano è la traccia del passaggio tra il pensiero e il corpo, trascrivere il pensiero di un’altra persona innesca un processo di immedesimazione e di attraversamento; rispondere ad una lettera che non ci è stata originariamente indirizzata produce uno spostamento e di incrocio delle traiettorie personali».
Le risposte immaginarie arrivate a Volterra saranno rese pubbliche a Calitri attraverso una forma di fruizione pensata nel rispetto della dimensione privata e intima della lettera. La corrispondenza sarà infatti consultabile a domicilio, presso le case degli abitanti che metteranno a disposizione una stanza dove leggere le lettere. Il percorso sarà inaugurato a Calitri il 24 agosto alle ore 10, in presenza del Sindaco Michele Di Maio,nell’ambito del progetto Padiglione Irpinia, Sponzfest, il festival ideato e diretto da Vinicio Capossela che, quest’anno, ruota intorno al titolo Come li pacci, inteso nella duplice accezione di pazzia dissipatrice della Festa, ma anche di affaccio al disagio mentale, tema affrontato dallo speciale Padiglione Irpinia curato appunto da Mariangela Capossela.
I calitrani che vorranno aderire al progetto dando casa alle corrispondenze immaginarie potranno scrivere un messaggio al numero dedicato 371 5307708.
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Il mio lavoro negli ultimi anni ha seguito il tema degli sconfitti. Dare luce a chi è sempre stato nell’ombra.