Jacopo Casadei, Cavaliere provinciale diretto a Borgopaglia, 2021, olio su tela, 30x35 cm
Sono ex allievi delle Accademie di Belle Arti di Bologna e Ravenna, oggi nomi in carriera, i sei artisti individuati da Carmen Lorenzetti per la quinta edizione di EX alla Pinacoteca Nazionale di Bologna. Un progetto espositivo che la docente porta avanti dal 2016 per promuovere le buone pratiche di quanti, dopo la formazione, vedono riconosciuto il proprio lavoro, e per portare queste esperienze all’attenzione degli attuali studenti dei due istituti. La pittura è il centro della ricerca dei sei Giovanni Blanco (Ragusa, 1980), Jacopo Casadei (Cesena, 1982), Rudy Cremonini (Bologna, 1981), Domenico Grenci (Ardore RC, 1981), Enrico Minguzzi (Cotignola, 1981) e Nicola Samorì (Forlì, 1977), una felice generazione di diplomati nei primi anni Duemila, che condivide una comune dedizione all’attività pittorica.
La mostra EX5, inaugurata con successo di pubblico nei giorni di Arte Fiera, prende spazio nel Salone degli Incamminati che permette un raccordo arioso tra le numerose opere, a parete e su piedistalli, nel caso degli esemplari scultorei di Minguzzi e Samorì. Opere per la maggior parte recenti, che segnano la vitalità di personali evoluzioni stilistiche, costituendo un repertorio selezionato di differenti attitudini e tecniche, posture intellettuali e in rapporto ai materiali.
Una interessante riflessione sui confini della rappresentazione contemporanea, sui limiti della cornice e quelli della figurazione, e al contempo sulle aperture imaginifiche, dei codici e generi, dalla pittura di paesaggio e natura morta, all’autoritratto e ritratti, verso l’astrazione. Passando attraverso il rapporto che ogni pittore intrattiene o meno con il disegno, la materia, la natura e l’artificio, e per la scelta dei formati e dei supporti – dalla tela al lino alla juta, dalla carta al legno all’onice e la pietra di Trani – un dialogo riuscito sul potere dei colori, decisi, squillanti e fosforescenti, o tinte opache, bituminose e velature, fino al bianco e nero.
Tele e tavole disposte per nuclei, accostate in un allestimento ritmico che apre con un coro di suggestioni coloristiche, dove splende la foglia di rame impiegata da Samorì nel grande dittico Vomere, e conclude con l’inchiostro calcografico in serie, nell’ultima sezione dedicata a Blanco. Lavori singolari che si portano dietro lo studio, la storia e i riferimenti a ispirazioni possibili, in quanto nel concepire un racconto sugli allievi ed ex allievi se ne riconoscono i maestri.
«La pittura certo pensa e ricorda la sua storia, la rimette in circolo, crea cortocircuiti di senso e risucchia lo spettatore in un turbine di visioni», scrive Lorenzetti nel catalogo NFC edizioni. Considerazione che rivolge ai futuri artisti iscritti alle due Accademie, i quali saranno coinvolti in workshop tenuti dagli ex Blanco, Casadei, Cremonini, Grenci, Minguzzi, Samorì. A commento del lavoro di alcuni di loro, in catalogo anche i testi dei docenti Massimo Pulini e Luca Bertolo. Grazie a questa guida si riesce a individuare, inoltre, la diversa inclinazione di ognuno alla parola e quindi ai titoli, mettendo in luce modi di mantenere, reinventare o scardinare le forme e i linguaggi, fino all’emanazione tridimensionale che direttamente fuoriesce dalla pittura, e anche a rintracciare quali sono le dinamiche necessarie all’affermazione idiografica, i rapporti che gli artisti intrattengono con gallerie e collezioni che qui ne prestano i lavori. Un percorso completo.
La mostra è visitabile fino a domenica 19 marzo 2023, negli orari di apertura della Pinacoteca in Via delle Belle Arti, 56 a Bologna.
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