Anthony Howe, Omniverse
La Florence Biennale definisce l’orizzonte tematico della sua 16ma edizione, in programma dal 23 al 31 ottobre 2027, a cura di Giovanni Cordoni: la manifestazione, avviata nel 1997 e arrivata alla soglia del trentennale, si articolerà nella Fortezza da Basso di Firenze, attorno al titolo Beyond the Sense of Time. Memory, Caducity and Eternity in Contemporary Art and Design. L’annuncio arriva dopo una XV edizione che ha registrato oltre 21mila visitatori e la partecipazione di più di 600 artisti e designer provenienti da 84 Paesi. In questo quadro, il nuovo tema prosegue una traiettoria curatoriale che, già avviata negli ultimi anni, ha progressivamente affrontato questioni legate all’identità e alla complessità dell’esperienza contemporanea, spostando ora l’attenzione sulla dimensione del tempo.
Più che una categoria astratta, il tempo viene qui assunto come strumento per leggere il presente. Nella formulazione proposta da Cordoni, la trasformazione indotta dai media e dalle tecnologie digitali ha inciso soprattutto sulla percezione temporale: l’attesa si contrae, il passato si rende simultaneamente accessibile e il presente tende a configurarsi come un flusso continuo. «Se la nostra epoca tende a comprimere il tempo in una perpetua immediatezza, l’arte può restituirgli profondità , riattivando il dialogo tra memoria e caducità , tra ciò che permane e ciò che inevitabilmente svanisce», ha spiegato Cordoni.
Il tema si sviluppa lungo tre direttrici principali: la memoria, intesa come costruzione dell’identità e persistenza del passato; la caducità , che richiama la consapevolezza della finitudine e dell’impermanenza; l’eternità , come tensione verso ciò che eccede il tempo storico. Tre assi presentati come campi di indagine attraverso cui leggere le pratiche contemporanee. Nel contesto del trentennale, questa riflessione assume anche un valore autoriflessivo. Interrogarsi sul tempo significa, per la Biennale, misurarsi con la propria storia e con il ruolo che ha progressivamente costruito.
La comunicazione visiva della XVI edizione è stata affidata a Chiara Zhu, vincitrice del Premio Internazionale “Leonardo da Vinci” per il Design nella precedente edizione, chiamata a tradurre in immagine il concept curatoriale. Un passaggio che segnala continuità tra le edizioni e al tempo stesso la volontà di costruire un linguaggio riconoscibile.
Come sottolineato dal direttore Jacopo Celona, il traguardo dei 30 anni viene letto come momento di celebrazione e di rilancio: «In questi 30 anni abbiamo visto la manifestazione crescere costantemente, edizione dopo edizione, consolidando il proprio ruolo nel panorama internazionale dell’arte e del design contemporaneo. Al successo di pubblico si è affiancato il favore e la partecipazione di centinaia di artisti, molti dei quali hanno trovato proprio nella Biennale un’importante occasione di visibilità e affermazione. Questo anniversario non è solo una celebrazione del percorso compiuto, ma anche uno stimolo a guardare avanti con rinnovato entusiasmo. Siamo profondamente felici di questo risultato e già al lavoro per realizzare una nuova edizione capace di confermare e superare i traguardi raggiunti».
In parallelo al programma espositivo, la Biennale presenterà anche un calendario di conferenze, performance, progetti speciali e attività formative, con l’obiettivo di rafforzare la dimensione discorsiva e partecipativa della manifestazione. Intanto, sono già aperte le candidature per artisti e designer di tutto il mondo, chiamati a confrontarsi con il tema attraverso una pluralità di linguaggi, dalla pittura alla video arte, dall’installazione alla performance, fino alle diverse declinazioni del design. Per tutte le informazioni, si può cliccare qui.
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