Ramona Russu
Il tema conduttore della XV Florence Biennale è The Sublime Essence of Light and Darkness. Concepts of Dualism and Unity in Contemporary Art and Design e in effetti il rischio che gli oltre 500 artisti espositori rimangano in ombra, rispetto allo sfolgorante brillio dei nomi di Tim Burton e Patricia Urquiola sussiste. Ma occorre dire che lâedizione 2025 della biennale dâarte fiorentina ospita bellissime opere e occorre solo un poâ di buona volontĂ e scarpe comode per andare a trovarle nei meandri della Fortezza di Firenze, lo spazio fieristico dove si tiene la manifestazione. Di seguito qualche suggerimento, senza pretesa di esaustivitĂ , visto il numero considerevole degli artisti presenti â piĂš di 550 e provenienti da oltre 85 Paesi â e la superficie enorme che occupa lâevento: 11mila metri quadrati.
In ambito figurativo e pittorico, incontriamo Ramona Russu, artista rumena che vive e lavora in Corsica ed esprime eleganza e raffinatezza attraverso la brillantezza della foglia dâoro e le tinte cupe dellâacrilico, con una tecnica tanto complessa quanto affascinante. Lâopera in mostra è DualitĂ e in essa la luce e lâoscuritĂ non si oppongono ma coesistono, si rispondono e si rivelano a vicenda.
Sulla superficie nera, profonda e silenziosa, sottili crepe si aprono lentamente, lasciando affiorare lâoro nascosto. Da queste fenditure nasce un volto fragile, sospeso, generato dallâequilibrio degli opposti. Il nero non è assenza di luce ma la sua stessa condizione. Lâoro, simbolo di purezza e di trascendenza, si manifesta solo attraverso la frattura della materia oscura.
Il viso femminile che âaffioraâ sulla superficie dorata mostra la vulnerabilitĂ dellâessere donna e il continuo alternarsi di stati dâanimo caratteristico della psiche femminile e della sua estrema sensibilitĂ viene reso attraverso quellâincontro/scontro tra lâoro e oscuritĂ che compone e scompone, assembla e divide, costruisce e decostruisce le sembianze e la personalitĂ .
Completamente diverso ma non meno originale è, invece, il linguaggio artistico della tedesca Patrizia Casagranda, che realizza opere chiaramente ispirate alla urban art e ârispondeâ alla Girl with Balloon di Banksy attraverso il suo trittico Balloon Girl â Embrace Hope, in cui bambine sorridenti, dai tratti somatici ben definiti che mostrano lâappartenenza a etnie diverse, abbracciano ben stretto un cuore che significa speranza, pace e amore. Una riflessione sullâimportanza di reagire e accaparrarsi fieramente quella parte di felicitĂ a cui tutti abbiamo diritto, senza rinunce, senza disillusione ma permettendo ai sogni di tornare realtĂ .
Casagranda utilizza una tecnica da lei stessa ideata chiamata âSculptural dot paintingâ, che coniuga gli stencil con il gesso e che conferisce alle opere una caratterizzazione particolare, restituendo intatta la sensazione che si prova osservando la Street art nel suo contesto abituale. Nel trittico è presente anche un QR Code con cui sentire la colonna sonora dellâopera, ossia la canzone The art balloon song cantata da Bulat Okudzhava (1979), un inno alla pace e alla speranza.
In ambito fotografico, lâartista brasiliana Juliane Fuganti, docente dal 1991 presso lâEMBAPâUNESPAR e successivamente direttrice del Centro de Artes tra il 2014 e il 2016, propone lâopera Giardini immaginari con lâintento di mostrare unâimmagine di unâoasi creativa silenziosa, come è quella del giardino, in contrasto con la realtĂ turbolenta delle cittĂ , attraverso la quale lo spettatore possa trascendere lo spazio secondo la propria sensibilitĂ . Realizzata partendo da registrazioni fotografiche della Mata Atlântica nella regione di Cabaraquara, litorale del ParanĂĄ, lâopera intende creare uno spazio di protezione per chi vi entra e si lascia condurre dalle sensazioni di pace e introspezione di questo scenario bucolico e immaginifico.
Anche la fotografa finlandese, architetta e ingegnera, Pyry Luminen si concentra sul soggetto della natura ma lo fa con esiti diversi, lasciandosi guidare dalle forme e dai colori ottenuti attraverso la macrofotografia che restituisce nelle due opere in mostra, Cosmic energy e Cosmic light. La natura attraverso un obiettivo macro, rivelando mondi nascosti, permette di restituire un nuovo significato alla bellezza trascurata del nostro ambiente naturale.
Le opere presentate alla Biennale di Firenze sono state scattate sul lago Kaukajärvi, vicino a casa mia a Tampere, in Finlandia, a fine marzo 2025. Quando il sole primaverile ha iniziato a riscaldare la superficie ghiacciata, ha creato un dialogo tra acqua e ghiaccio, dove strati di texture ghiacciate si intrecciavano con resti di foglie autunnali e semi di alberi intrappolati sotto la superficie. Ingranditi, questi dettagli evocano un paesaggio cosmico, come se guardassero in unâaltra dimensione, offrendo sfumature cromatiche e bagliori metallici assolutamente inediti e di grande impatto visivo.
La scultura trova indubbiamente un esito sensuale e affascinante nellâopera dellâartista austriaco Christopher JĂśrg Schlesinger, scultore del legno, che esplora i temi dellâadesso, della fuga, della ricerca e dellâequilibrio, spesso trasformando enormi tronchi viventi in forme che appaiono sorprendentemente delicate, eleganti e si muovono libere e lievi nello spazio. Come si nota in Lifelines, silhouette femminile realizzata in legno di noce, in cui le sfumature naturali del legno sottolineano la tensione vitale espressa con notevole forza evocativa.
Alla Biennale sono presenti anche le due opere, Add some heart e Provoking realizzate per il tema della mostra, che ripropongono lâopposizione oscuritĂ e luce in maniera originale e provocatoria. A proposito del suo lavoro, lâartista afferma: ÂŤChiunque voglia capirmi deve solo guardare il legno che ho lavorato, sentito e percepito profondamente perchĂŠ esso rivela tutto ciò che la mia anima aveva da dire in quel momentoÂť.
Ă il ritorno alla cultura classica greca il tema portante dellâopera di Alexandra Kapogianni, scultrice greca che vive e lavora in Germania e che propone tre opere connotate da delicatezza, profonditĂ di pensiero e grande sensibilitĂ culturale e artistica. After the battle, scultura in resina acrilica, mostra un centauro tornato da uno scontro bellico e colto in un momento di riflessione: il volto è scavato, lâespressione assorta, il corpo riporta le ferite fisiche ma anche morali. Si tratta di un lavoro di grande intensitĂ emotiva, drammatico nel suo potere espressivo che mostra i temi portanti dellâopera della Kapogianni, ossia il contrasto tra forza e vulnerabilitĂ , bellezza ideale e imperfezione.
Altre opposizioni dualistiche si evidenziano invece nelle due opere realizzate per Florence Biennale, ossia Persephone, ancora una scultura in resina acrilica, in cui risaltano i concetti di oscuritĂ e luce, vita e morte, declinati con unâeleganza formale e una raffinatezza considerevoli, e Fragments of the future, in marmo artificiale, in cui è la dicotomia passato/futuro a essere determinante.
Infine le arti tessili. Fantasiosa e assolutamente inedita Eva, lâopera di Marila Zanella, artista e artigiana italiana di Belluno, che decora poltrone e divani antichi restituendoli a una nuova vita, rendendoli ritratti e caricandoli di significati e istanze che muovono da metafore del mondo interiore e delle personalitĂ a cui si ispirano.
Eva, in particolare, è lâopera presente alla Biennale ed è una poltrona che nasce come autoritratto dellâartista per poi assurgere a un significato piĂš universale e rappresentare lâessere donna, il carattere spesso estroverso e estroso che connota lâuniverso femminile e qui rappresentato dallo schienale a forma di cuore, decorato con fiori di vario tipo, che tuttavia nasconde una sensibilitĂ e unâinterioritĂ complesse, spesso ignorate o dissimulate ma, tuttavia, profonde e cariche di un groviglio di emozioni e sensazioni complesso e difficile da dipanare, qui visibile nellâintensitĂ dellâespressione del volto posto alla sommitĂ dello schienale.
Per concludere, è impossibile non citare Jules Visser, artista olandese che vive e lavora a Firenze realizzando arazzi moderni con varie tecniche (tufting, punchneedle, ricamo, ecc.). Vincitrice dellâEuropean Textile Award 2024 alla European Textile Academy di Bolzano con lâopera Maddalena dolente, ora visibile nel suo atelier fiorentino Taftique, è presente alla Florence Biennale con Oltre lâarcobaleno, opera realizzata partendo dal fiore come elemento naturale e reinterpretato in versione geometrica.
La composizione cromatica, che si riferisce al dipinto di Sonia Delaunay, si connota, come sempre avviene per le opere di Visser, per la delicatezza della visione artistica e la gentilezza del pensiero che la genera, ma anche per lâattenzione alla questione ambientale, visto che lâautrice lavora con materiali riciclati che essa stessa reperisce a Prato e in varie altre localitĂ . Una nuova concezione di arazzo, quella di Vissers, che si dimostra anche estremamente inclusiva, vista la fruizione anche tattile delle sue opere realizzate con texture diverse e dunque capaci di attivare canali sensoriali ulteriori rispetto al solo visivo.
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