Ibrida Festival: la videoarte e le arti intermediali accendono Forlì

di - 29 Luglio 2025

Dal 25 al 28 settembre 2025, con un prologo già dal primo settembre, a Forlì torna Ibrida – Festival Internazionale delle Arti Intermediali, che celebra la sua decima edizione con un programma ancora più denso ed espanso. Titolo di quest’anno è Moltitudine, una dichiarazione poetica di intenti, che attraversa l’intero progetto.

«Quest’anno vogliamo invitare ad abbracciare la pluralità come valore e come forza creativa. Moltitudine è una parola che racchiude complessità, contraddizione e possibilità. È ciò che ci circonda e ci attraversa: una coesistenza instabile ma fertile di linguaggi, identità e immaginari. Viviamo in un tempo in cui le forme del visivo si moltiplicano, si stratificano e si ibridano. Il Festival nasce da questo scenario e sceglie di non semplificare, ma di accogliere e amplificare», ci hanno raccontato Francesca Leoni e Davide Mastrangelo, alla direzione artistica del festival. «Moltitudine non è solo il tema, ma la forma stessa del Festival: un organismo vivo, composito, in cui convivono l’intimità del gesto artistico e la potenza collettiva dell’esperienza condivisa. Un luogo di attraversamenti tra umano e artificiale, corpo e tecnologia, memoria e futuro».

Regina José Galindo – Tierra

Anatomie Digitali: la mostra prologo

Il primo appuntamento sarà lunedì, 1 settembre, alla Fondazione Dino Zoli di Forlì con l’inaugurazione della mostra Anatomie Digitali, visitabile fino al 12 ottobre 2025. Si tratta di una grande collettiva che riunisce 55 artisti da oltre 15 Paesi, tra cui nomi storici e voci emergenti della videoarte e dei linguaggi multimediali. In mostra, opere di Gary Hill, Robert Cahen, Regina José Galindo, Filippo Berta, Elena Bellantoni, Donato Piccolo, Sara Bonaventura, in un percorso che esplora le ibridazioni tra corpo e media nell’immaginario contemporaneo.

Debora Vrizzi – Family Portrait

«Dieci anni di Ibrida Festival rappresentano per noi non solo un traguardo simbolico, ma l’occasione per rinnovare il nostro impegno verso una progettualità artistica aperta, radicale e multiforme. Per celebrare la X edizione abbiamo scelto di ampliare la formula del Festival, disegnando una programmazione ancora più ricca e articolata, nel segno della Moltitudine», hanno continuato Leoni e Mastrangelo.

Albert Merino – Le Monde Sublunaire

Moltitudine a Ibrida Festival: un organismo artistico in espansione

Dal 25 al 28 settembre il festival entrerà nel vivo alla Fabbrica delle Candele, storico spazio di ricerca e sperimentazione a Forlì, con un fitto calendario di performance audiovisive, live cinema, installazioni, workshop, videoproiezioni, incontri e musica.

Ospite speciale di questa edizione sarà Gary Hill, pioniere della videoarte e Leone d’oro alla Biennale di Venezia. Artista seminale per la sperimentazione tra linguaggio, corpo e tecnologia, Hill sarà protagonista di una masterclass, di un’installazione in mostra e di un incontro pubblico. Un’occasione rara per incontrare una delle figure più autorevoli della media art a livello mondiale.

Gary Hill

Il programma proseguirà con quattro serate di live che ospiteranno sei progetti tra performance audiovisive e live cinema: LOGOS MATER di Amelie Duchow, REQUIEM di SVCCY e Corrado Pasquale, Drowned Paradise di DIE! GOLDSTEIN, E.C.H.O. di TeleSonic9000, Visionaria di Gianluca Abbate e Alessandro D’Alessandro, Flesh Orchestra di Gianpaolo Capobianco.

Rita Casdia, Stangliro, 2013, still da frame

Novità anche sul fronte dei riconoscimenti: oltre ai premi storici di videoarte, nazionale e internazionale, e al Premio AI Video Art, si aggiungono due nuove residenze artistiche, frutto della collaborazione con FABRICA di Treviso e con il network europeo ATRIUM – Architecture of Totalitarian Regimes in Urban Management. A decretare i vincitori sarà una giuria composta da Lorenzo Balbi, Direttore MAMbo e Presidente AMACI, Silvia Grandi, dell’Università di Bologna / Videoart Yearbook, e Laura Leuzzi storica dell’arte e curatrice specializzata in media art.

Georgios Cherouvim – Geophone

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