Donatella Pinocci, Infinito/Finito, Palermo, 2023. Ph. Francesco Cuttitta
Alla Cavallerizza di Palazzo Costantino, a Palermo, è visitabile un’installazione site specific di Donatella Pinocci, presentata nell’ambito di “SUPERVISIONE”, progetto espositivo curato da Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona, promosso in occasione delle celebrazioni per Santa Rosalia. La mostra è scandita dalle opere di 42 artisti, che si susseguono nelle sale della storica residenza palermitana, ubicata alle spalle di uno dei Quattro canti di piazza Vigliena, commissionata nel 1766 dalla famiglia Merendino e decorata con numerosi cicli di affreschi. Fin dal 2000 Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona e Cesira Palmeri di Villalba commemorano a Palazzo Costantino e nell’attiguo Palazzo di Napoli la Santa patrona che liberò la città dalla peste e, allo stesso tempo, celebrano l’arte come modalità di cura di spazi in disuso.
In questa occasione, Donatella Pinocci presenta INFINITO/FINITO, progetto già esposto a Roma e Barcellona. L’architettura cinquecentesca, luogo originariamente deputato al ricovero dei cavalli e definito da volte a crociera e colonne, accoglie la proiezione di un cielo stellato, sonorizzato dal noto cinguettio dell’universo registrato dall’ESA e dalla NASA. Racchiusa in un luogo finito, l’opera mette in scena uno sfondamento visionario dello spazio, tra luccichii e sparizioni di punti di luce. Un’ipotesi di risoluzione del finito nell’infinito, una delle tesi di fondo dell’idealismo hegeliano, in cui la cavallerizza diventa metafora dell’uomo che contiene l’infinito che a sua volta lo contiene. L’installazione si conclude uscendo nella corte del Palazzo sotto il cielo reale diurno, in cui stelle reali, pur continuando a esistere, non si vedono.
Donatella Pinocci vive e lavora a Roma. Ha studiato presso la Facoltà di Architettura dell’Università La Sapienza di Roma. Inizia il proprio percorso professionale come architetto, per occuparsi successivamente di design e arte. Dal 2008 al 2018 conduce un’intensa attività di ricerca artistica in forma di eteronomia che le ha permesso di lavorare in anonimato. La sua ricerca analizza e misura il reale in rapporto alla stato dell’evoluzione umana e a quello della ricerca scientifica. Il suo intento è di riuscire a rappresentare il reale attraverso onde e frequenze sonore e luminose con l’idea di ascoltare la luce e vedere il suono.
Ha partecipato a mostre in musei pubblici e spazi privati, tra cui Galleria Nazionale di Cosenza; Pinacoteca Civica di Reggio Calabria; Museo Carlo Bilotti di Roma; Museo Macro; Roma; Pastificio Cerere – Fondazione Ermanno Casoli, Roma; Museo Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona, Rende; Lavatoio Contumaciale – Fondazione Menna, Roma; Palazzo della Cancelleria – Museo delle Macchine di Leonardo da Vinci, Roma; Palazzo delle Esposizioni, Roma; Genova Art Expo; Museo Emilio Greco di Sabaudia, Palazzo Rospigliosi, Zagarolo; Museo MAAM, Roma; Complesso Monumentale di San Giovanni, Catanzaro.
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