Il profumo dell’arte, secondo Rosemarie Trockel

di - 13 Ottobre 2021

Dare carta bianca ad artiste e artisti e fargli sviluppare, insieme ai migliori profumieri, la loro personale idea di profumo: è questo l’intento del progetto artist scent edition lanciato  da Robert Müller-Grünow e Meyer Voggenreiter.
L’esordio è di tutto rispetto: a sviluppare il primo profumo d’artista è stata infatti Rosemarie Trockel (Schwerte, Germania 1952). Prima artista donna a rappresentare la Germania alla Biennale di Venezia nel 1999, Trockel è considerata una delle artiste contemporanee più influenti.
Dalla collaborazione tra l’artista tedesca e il profumiere Geza Schoen, iniziata nel 2020, è nato “RT”, Eau de Parfum da 50 ml, prodotto in 500 esemplari in edizione limitata da collezione.

RT di Rosemarie Trockel, per art scent edition

“Da alcuni anni, gli artisti sperimentano il profumo come un medium nei loro lavori, creando un nuovo contesto tra artista, opera e spettatore che sfugge ai classici meccanismi di ricezione … L’edizione del profumo d’artista riprende questo fenomeno e invita artisti e artiste selezionate, che con la loro opera senza compromessi hanno cambiato la nostra visione del mondo, a sviluppare la propria dichiarazione olfattiva” – spiegano Müller-Grünow e Voggenreiter. Gli iniziatori del progetto non sono nuovi al lavoro con profumi, odori e artisti: Robert Müller-Grünow è esperto e pioniere nello sviluppo di tecnologie per le fragranze, che ha realizzato sia per le aziende (da deutsche Telekom a Coca Cola) che per mostre di artisti come Jeppe Hein, Tanja Bruguera o Tony Oursler, mentre Meyer Voggenreiter è designer e architetto specializzato nella realizzazione di allestimenti – a Colonia ha portato avanti il progetto “piece unique”, uno spazio con mostre di una sola opera. I due dichiarano quindi di dare carta bianca agli artisti, assicurando di essere pronti a qualsiasi risultato “che sia piacevole, idiosincratico, irritante o contraddittorio”. Una fiducia incondizionata, che è richiesta anche agli acquirenti, perché artist scent edition non invia tester e l’acquisto deve avvenire a “scatola chiusa”. A proposito di scatole: quella che conserva “RT” è fatta a mano e riporta le due opere di Rosemarie Trockel Impact (2018) e Self Inspection (lavoro pubblicato sulla copertina dell’Amnesty International Journal nel febbraio marzo 2014).

Self Inspection, Rosemarie Trockel

Quanto al contenuto, alla dichiarazione olfattiva creata da Rosemarie Trockel per il suo RT, le descrizioni evocano termini come foresta, legno, muschio, oscurità, foglie verdi, fiori, tè e note animali. Con la sua consueta ironia, l’artista paragona il suo profumo a “una passeggiata nel bosco, con incontro di animali”. Il riferimento faunistico non deve allarmare però, perché a quanto pare i feedback sono positivi e definiscono il profumo strutturato, ma “classico” nella sua complessa eccezionalità. In effetti, nelle intenzioni del progetto, l’opera olfattiva viene completata solo nel momento in cui il profumo viene indossato da chi lo acquista.
Tra edizione d’artista, prodotto, esperienza e funzione, il progetto “artist scent edition” sfugge quindi a una classificazione univoca, muovendosi negli affascinanti territori dell’effimero e dell’intangibile, esplorati da tanta arte concettuale. Una dimensione dell’invisibile e dell’effimero, che però può rivelarsi incredibilmente reale: non a caso Müller-Grünow e Voggenreiter citano la Belle Haleine Eau de voilette di Duchamp, celebre readymade assistito dell’artista, realizzato con una bottiglia di profumo Rigaud e venduto all’asta da Christies per 8,9 milioni di Euro nel 2009.
In tema di acquisti, oltre che online, le edizioni di artist scent dovrebbero arrivare in Italia presso Armani Libri Koenig a Milano entro settembre. Intanto ad artist scent edition si lavora a una nuova sfida olfattiva: il prossimo artista invitato è il francese Pierre Huyghe, il cui profumo “PH” uscirà nella primavera 2022.

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