Lido Turrisi
Può un lido balneare d’inverno, spoglio e nostalgico, diventare per un giorno centro artistico e meta di pellegrinaggio culturale? È ciò che accade a Lido Turrisi, storico stabilimento della marina leccese di San Cataldo, che puntualmente, grazie all’estro dell’artista Luisa Carlà e di Manuela Bonetti, nell’ambito di Blablabla Arts Factory, trasforma l’inabitato in un piccolo universo sospeso.
Un paesaggio al centro tra lo scenario nostalgico del film I vitelloni, iconico film del 1953 di Federico Fellini e quello più brioso di Les vacances de Monsieur Hulot, sempre del ‘53, di Jacques Tati: un connubio che collega la stasi del mare a una dimensione viva, fatta di arte e fermento culturale. Passeggiando tra le cabine, infatti, non solo si possono scoprire artisti del riciclo, tessuti e filati, bijoux, pittura, piante e fiori, second hand, modernariato e vintage, ma prende forma un vero e proprio itinerario dedicato all’arte, in un percorso che si affaccia direttamente sul mare raccogliendone suggestioni e nostalgie.
Nel corso dell’ultima edizione, quella del 14 dicembre, le cabine sono diventate mondi paralleli e a sé stanti ma, in qualche modo, comunicanti tra loro: un progetto corale che è diventato poesia visionaria e che restituisce potere all’immaginario evocativo di ogni luogo che può diventare, con il giusto sguardo, un centro culturale.
Dalla cabina del racconto poetico del “tutto e poco” a cura di Cristina Carlà a quella dedicata all’arteterapia a cura di Giorgio Colopi, queste mini stanze che fanno da approdo e rifugio nel periodo estivo, da spazi della leggerezza diventano spazi immersivi che ospitano installazioni performative e site specific. Tra gli artisti dell’ultima edizione, Frank Lucignolo, Veronica Centonze, Silvia De Nuccio, Gabriele Pici.
Non è mancata la performance potente e provocatoria di Giulia Carluccio, con Anatomia di un’identità nata come indagine visiva e performativa sul corpo inteso come territorio instabile, luogo di attraversamenti, proiezioni e continue riscritture. All’interno del progetto ESSENZA – Io sono l’altro, la mostra composta da otto fotografie il cui volto, sistematicamente cancellato, è diventata un dispositivo concettuale: l’identità come passaggio e non destinazione. E ancora l’arte tenera e perfetta di Michela Marrazzi, insieme agli artisti visivi della galleria: Alba Fiordalisi, Anonimo Salentino, Aperture – Collettivo Fotografico, Concetta Botrugno, Cristina Prenner, Roberta Cleopazzo, Il Gattoladro, Agnese De Matteis, Alessandro Fiore, Ivano Gnoni, Luigionio, Massimo Pasca, Sara Porcari, Jozefina Ranzi e Gianluca Rizzo.
Non mancano partner culturali e solidali in questo progetto – mosaico condito da musica che invita a vivere il mare d’inverno, sotto l’occhio attento del faro sovrastante che, si sa, conduce sempre in un porto sicuro. Il prossimo, saprà di mandorli e di primavera.
Danilo Susi sviluppa da anni una ricerca visiva incentrata sul dialogo tra fotografia e astrazione
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