©Alessandro Virdis
Un tempo, era la miniera più produttiva del nord della Sardegna ma anche oggi, che la miniera non è più attiva, non si può certo dire che il lavoro si sia fermato. L’attività estrattiva iniziò nel 1867 e durò un secolo ma alla Miniera Argentiera, situata tra le scogliere picco sul mare turchese, tra Alghero e Stintino, si accendono nuove visioni anche oggi, con Luci in Miniera, percorso esperienziale per scoprire, attraverso un racconto inedito e interattivo, l’ex borgo, parte del parco geominerario della Sardegna e patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Luci, videoproiezioni, installazioni luminose e sonore, opere in realtà aumentata, nel contesto di uno degli esempi più suggestivi di archeologia industriale, dal grande valore storico, culturale e paesaggistico.
L’iniziativa è ideata dall’associazione LandWorks, grazie al contributo della Regione Autonoma della Sardegna e il sostegno del Comune di Sassari, nell’ambito della programmazione culturale di LandWorks Plus, il progetto di rigenerazione urbana e innovazione sociale e culturale che ha dato vita al MAR-Miniera Argentiera, il primo museo minerario in realtà aumentata e a cielo aperto, inaugurato nel 2019. I visitatori, infatti, potranno fruire liberamente delle installazioni all’aperto e in completa sicurezza.
L’edizione 2020 di Luci in Miniera presenta cinque nuove installazioni luminose. Albero del buio è albero di Natale architettonico creato con luci e lanterne luminose che raffigurano la storia della miniera e dei suoi protagonisti. Terra è uno speciale allestimento che accoglie all’aria aperta la mostra permanente “memorie”, ospitata nell’antica laveria in legno, oggi chiusa a causa dell’emergenza. Aria è un’installazione sonora e luminosa itinerante, che illuminerà i luoghi più significativi della borgata e li popolerà con i suoni e le voci dell’ex borgo minerario. Acqua è lo spettacolo di giochi di luci sull’Antica Laveria in legno, l’edificio più emblematico e rappresentativo della borgata, dove veniva lavato e arricchito il minerale estratto.
Fuoco illuminerà le opere di ARgentiera in Augmented Reality, l’allestimento permanente a cielo aperto che coniuga memoria storica e innovazione tecnologica realizzato in collaborazione con Bepart. Le opere potranno prendere vita anche di notte grazie a speciali contenuti audiovisivi e di animazione digitale fruibili in realtà aumentata attraverso l’utilizzo di uno smartphone.
Le dieci opere fisiche e di animazione digitale sono state sviluppate da otto artisti vincitori della prime due call nazionali: Elisabetta Bosco, Francesco Clerici, Adolfo Di Molfetta, Francesca Macciò, Riccardo Massironi, Milena Tipaldo, Rocco Venanzi, Andrea Zucchetti. Gli artisti selezionati hanno partecipato a una residenza artistica, con workshop e laboratori all’Argentiera.
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