Perché qui, e perché ora?
Il progetto dell’apertura londinese era nell’aria da mesi. Abbiamo scelto ora, perché dopo questa crisi ci sarà di sicuro una rinascita. Tutto ripartirà, e noi ci saremo, già pronti per il futuro.
Nonostante il fallimento di un gigante come Yvon Lambert?
Dipende da come si fanno le cose. A noi non interessa incrementare il giro d’affari che ruota intorno alla galleria. Miriamo a una penetrazione sul territorio, a una presenza sul suolo londinese. Londra è ancora un punto di riferimento per l’arte. Carlson non è un megaspazio commerciale, ma una realtà più piccola, con una configurazione che si presta a esperienze diverse da quelle di uno spazio solamente di vendita.
Per inaugurare Carlson, la scelta è caduta su Rob Pruitt, statunitense nato all’inizio degli anni ‘60. Perché?
È un artista che seguiamo da un po’ di tempo, e ci è sembrata la scelta migliore per questa città. Un artista mid-career, con un curriculum molto particolare, e che negli Stati Uniti è rappresentato da un gallerista britannico, Gavin Brown.
In effetti, la scelta più ovvia e aspettata sarebbe stato proprio un inglese, magari giovanissimo ed esordiente…
Per quello abbiamo bisogno di tempo, dobbiamo capire bene il tessuto artistico della città. Ma arriverà anche quel momento…
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a cura di guia cortassa
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è un mese che parlate di de carlo, mediocre gallerista italiano, Ma che vi paga?
mi sembra un po' grossa dare del mediocre a De Carlo...ma ammettiamo pure che lo sia, allora chi è un gran gallerista?
Fabio Sargentini, è un grande gallerista.