ItrArti è il giovane laboratorio pugliese che mette al centro il “fare” dell’arte

di - 10 Maggio 2020

ItrArti – Itinerari, Temi, Ricerche per le Arti è un collettivo d’arte formato da 12 artisti tutti pugliesi. Con il patrocinio di Carlo Fusca, artista, docente di Tecniche della Pittura e Cromatologia all’Accademia di Belle Arti di Venezia, ItrArti si configura come un vero e proprio laboratorio di idee, in grado di evidenziare i vari linguaggi dell’arte attuale, storicizzarne i protagonisti e valorizzare una nuova generazione.

Fra i progetti all’attivo ItrArti vi è la Fabbrica delle Arti, nata con l’intento di favorire la crescita di giovani artisti, riprendendo le antiche tradizioni di bottega, come dal latino “fabrica”. Fra le attività promosse vi è anche quella della preparazione dei supporti pittorici e dei colori con il recupero delle tecniche tradizionali della pittura, uno studio condotto da Claudia Resta, Rita Allegrezza e Angela Lazazzera. L’esaltazione dei valori corali della bottega si unisce a un approccio green: la maggior parte delle materie utilizzate sono infatti di derivazione naturale o riciclata.

A queste iniziative si sono aggiunti una serie di laboratori fra cui quello del disegno dal vero e della scuola del nudo. L’utilizzo di nuovi materiali e sperimentazioni con le pelli di serpente promosso dall’artista Giuseppe Marinelli si unisce alla ricerca del segno promossa da Maria Sciannimanico. Alle ricerche legate alla materia di Stefano Capozzo si accompagnano le sperimentazioni chimiche promosse da Antonio Milano.

AngelaLazazzera, Angry meal, tecnica mista su tela, 6×66 cm., 2019.

Abbiamo chiesto a Stefano Capozzo, direttore artistico di ItrArti di parlarci di questo progetto. «Ogni tentativo di aggregazione in ambito culturale, a prescindere dai risultati che si possano riscontrare tra gli alti e i bassi ha sempre una connotazione affascinante e vincente. Nel nostro caso abbiamo avuto la possibilità di crescere sia come singoli artisti, sia come gruppo organizzato», ci ha raccontato Capozzo. «Sono moltissime le figure con le quali abbiamo collaborato: imprenditori, professionisti del settore, giornalisti, critici, docenti delle Accademie, galleristi. Questo ci ha permesso in seguito, una volta acquisite delle competenze, di poter gestire uno spazio espositivo autonomo che attualmente è locato in pieno centro a Bari».

Antonio Milano, La conchiolina, tecniche miste su tela, 2019

Riguardo alla situazione dei giovani artisti pugliesi, Capozzo ci ha invece spiegato di «Confidare nella nascita di nuovi artisti e di sfide creative, siamo fiduciosi e intenzionati a lavorare molto ma siamo consapevoli che il nostro lavoro dipenda dalla partecipazione del pubblico, dalla cultura e dalla sensibilità di ciascuno. Gli attori del sistema dell’arte non sono solo gli artisti ma l’intera collettività. Una delle peggiori sciagure che ci possano capitare è la mancanza di interesse e il pregiudizio nei confronti del nostro lavoro ma non solo, questi sono gli ostacoli che attanagliano la libera espressione artistica ed ogni sforzo creativo in genere. Sicuramente questo è un momento estremamente difficile per il sistema dell’arte e della cultura, tocca a noi tutti affrontarlo, andando avanti senza fermarci. Abbiamo ed avremo bisogno di acquisire maggiore forza per affrontare le innumerevoli sfide creative che ci attendono».

Valorizzando il processo di realizzazione e degli interventi manuali nella produzione dell’opera d’arte, Itrarti fa della sua associazione una fucina sociale pronta ad accogliere e sostenere il mondo dell’arte. Tra gli intenti del collettivo c’è proprio quello di creare una leopardiana “social catena”, una rete che abbracci e coinvolga artisti e amanti delle arti, per farsi forza e mostrare tutto quello che di buono il territorio ha da donare.

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