La Cuba di Tonel e nella videoarte, in scena al Maschio Angioino di Napoli

di - 25 Novembre 2024

La cultura, l’identità, gli usi e costumi, la fede e la politica cubana sono raccontati in un progetto espositivo visitabile fino al 20 dicembre 2024 al Maschio Angioino di Napoli, diviso in tre sale e due mostre: Tonel. La historia en paños rojos e Videoarte cubana tra evasione e introspezione, rientranti nel progetto Cuba Performativa curato da Giacomo Zaza. Sono presentate le opere di 12 artisti contemporanei che hanno lasciato la propria impronta artistica nel panorama dell’isola e oltre: Tonel, con una personale, e poi Juan Carlos Alom, Maria Magdalena Campos-Pons, Luis Gómez Armenteros, Tony Labat, Ernesto Leal, Sandra Ramos, Lázaro Saavedra, Liudmila & Nelson, Javier Castro, Susana Pilar Delahante Matienzo, Glenda León e Grethell Rasúa.

Veduta della mostra, Tonel. La historia en paños rojos, Cuba Contemporanea, Maschio Angioino, Napoli, 2024, ph Michele Stanzione

La historia en panos rojos, nelle Antisale dei baroni del Maschio Angioino, è dedicata all’artista Antonio Eligio Fernandez detto Tonel. Nato a l’Avana nel 1958 e attualmente tra Canada e Cuba, Tonel è artista, critico d’arte e curatore di mostre. L‘importante curriculum dell’artista si riflette bene in questa sala, scandita da diverse narrazioni –  un aspetto caro a Tonel – che spaziano dalla politica comunista all’europeismo nudo e crudo, ridotto in concetti prettamente finanziari. L’artista con i suo disegni a china ci porta nel passato, nella sua terra avvolta dal manto rosso del comunismo. Nelle sue nove illustrazioni si vedono Karl Max, José Marti, Vladimir Il’ič Ul’janov Lenin, Vladimir Vladimirovič Majakovskij, Carlos Baliño, Fidel Castro, Jurij Alekseevič Gagarin, i due cosmonauti Arnaldo Tamayo Méndez e Jurij Viktorovič Romanenko. Le immagini, a tratti satiriche, sembrano tendere a un superamento della Guerra Fredda, fino a The End, in cui compare lo stesso Tonèl affiancato da Antonio Gramsci e Lenin.

Veduta della mostra, Tonel. La historia en paños rojos, Cuba Contemporanea, Maschio Angioino, Napoli, 2024, ph Michele Stanzione

Tonel offre uno spazio privilegiato al fondatore del partito comunista italiano, che diede un grande contributo al pensiero politico cubano, in Autoretrato 2 Antonios, dove sono descritti gli aspetti salienti della sua vita tramite un tripudio di immagini: disegni, stampe, fotocopie di testi e due mattoni. Il triste epilogo del carcere, che attanaglia l’intellettuale comunista, viene immortalato su mattoni lapidei che, tramite specchio, riflettono la sua immagine.

Veduta della mostra, Tonel. La historia en paños rojos, Cuba Contemporanea, Maschio Angioino, Napoli, 2024, ph Michele Stanzione

A ogni momento spensierato rappresentato dall’artista, si affiancano immagini drammatiche come quelle della guerra in Angola, The Angola Files I. Tonel, con grande lucidità, presta attenzione a questo spaccato di microstoria che ha inciso notevolmente sulle grandi narrazioni. Il vero e il falso corrono di pari passo sulle tele dell’artista, confondendo il visitatore, perdendosi in satirici viaggi spaziali inventati di sana pianta.

Veduta della mostra, Tonel. La historia en paños rojos, Cuba Contemporanea, Maschio Angioino, Napoli, 2024, ph Michele Stanzione

Il tratto graffiante di Tonel tocca l’apice con l’opera satirica La historia (siempre se envuelve a sí misma en paños rojos) dove si riprende quella convivenza narrativa tra verità e fantasia che mette in dialogo Stalin, Cappuccetto Rosso e Superman. L’artista “gioca” con le immagini rappresentando per grandezza il suo contrario: il politico georgiano, la cui vicenda è ancora ammantata da mistero, è rappresentato in dimensioni notevolmente più grandi rispetto ai due personaggi di fantasia le cui immagini, invece, sono diffusissime in tutto il mondo. I tre soggetti hanno in comune il colore rosso in cui si sincretizzano gli aspetti religiosi, politici e ideologici.

Veduta della mostra, Tonel. La historia en paños rojos, Cuba Contemporanea, Maschio Angioino, Napoli, 2024, ph Michele Stanzione

Nelle altre due sale, dominate da diversi schermi, invece, si respira il portato di un’arte immersiva, sinestetica. 12 artisti di fama internazionale hanno operato tramite la rappresentazione di immagini in movimento. Queste rappresentano uno spaccato di vita del territorio cubano: ci sono rituali vudù, momenti filosofici e poetici rotti dalla furia indesiderata di agenti esterni, richiami ai film e ai documentari, ancora una volta, scissi tra apparenza e realtà, infine riferimenti politici ed economici di tentata addomesticazione del territorio. Il visitatore, incantato dalla diglossia dell’arte cubana, esce dalla stanza mentre ode il canto dei pregoneros che, ancora oggi, trasformano le grida dei venditori ambulanti in un genere musicale.

Installation Views, Videoarte Cubana tra evasione e introspezione, Maschio Angioino, ph Michele Stanzione
Installation Views, Videoarte Cubana tra evasione e introspezione, Maschio Angioino, ph Michele Stanzione

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