LA FIERA DELLA SVOLTA?

di - 24 Gennaio 2008
Tre anni fa, mettendo a confronto l’offerta che Torino dispiegava durante Artissima con quella messa sul tappeto nel weekend di Arte Fiera – Art First, il piatto della bilancia pendeva indubitabilmente dalla parte del capoluogo piemontese. Dopo trentasei mesi, il verdetto rischia d’invertirsi. Il dato che abbiamo già in possesso è la relativa stanchezza, in particolare, dell’ormai celebre “Saturday Night Fever” sotto la Mole, anche a prescindere dall’inevitabile sospensione di giudizio che è doveroso attuare per una fiera alla cui testa c’è un nuovo direttore, Andrea Bellini, propugnatore di un programma triennale che andrà giudicato al suo termine. Il dato che invece si potrà vagliare nei prossimi giorni, anzi da questa sera stessa, è la capacità del Mambo e della sua dirigenza di catalizzare le energie da troppo sopite di una città che, nello scorso secolo, era una tappa nient’affatto secondaria dell’arte nazionale, almeno.
Per quanto concerne la fiera strettamente intesa, lasciamo le valutazioni al resoconto successivo alla sua visita e analisi. Mentre sul fronte del “fare sistema”, abbiamo salutato con estrema letizia -sin dall’intervista di “Exibart” a Gianfranco Maraniello, pubblicata oltre un anno fa- la nascitura ZonaMambo, riunita intorno all’omonimo museo e alla Cineteca, e anche e soprattutto alla sinergia fra alcune realtà private: Fabio Tiboni, Agenzia04, neon e Nosadella.due. A partire dalla serata di venerdì 25 gennaio, inaugureranno rispettivamente la doppia personale di Sergio Breviario e Davide Rivalta, il solo show del ravennate Riccardo Baruzzi, Through time and today di Nico Dockx e, infine, l’accoppiata costituita ancora da Nico Dockx insieme a Andreas Golinski. Con gran finale alla Cineteca con i Film d’artista, rassegna non stop curata da Lelio Aiello nell’ambito del progetto déja.vu.

Nella medesima area, intorno all’ex Manifattura Tabacchi, si gioca anche il main event espositivo della quattro-giorni, ossia l’inaugurazione al Mambo delle personali dedicate a Luigi Ontani, Ding Yi, Guyton e Walker; personali che si vanno ad aggiungere alle mostre ancora visibili di Bojan Sarcevic, Diego Perrone, Eva Marisaldi e Adam Chodzko, nonché la seconda tappa del progetto Time Code, con protagonisti Pavel Braila e Roberta Piccioni. E va da sé che la dépendance costituita dalla Villa delle Rose non resta a guardare. Anzi, dà il via alle danze sin da questa mattina, inaugurando alle 11 la mostra Not so private. Gallerie e storie dell’arte a Bologna.
Naturalmente c’è spazio in città per eventi più “ellittici”, che non mancano di suscitare interesse, almeno sulla carta. Fra gli innumerevoli, eventualmente inseriti nel cartellone Arte Off -altro segno di una rinnovata attrattiva esercitata dalla pratica della sinergia-, segnaliamo la commistione di graphic design e musica proposto dal Malleus Rock Art Lab da CapoDiLucca. In ambito di arte e musica elettronica, si rinnova l’immancabile appuntamento con Netmage. Tornando in galleria, ArtSinergy propone il cipriota Alexandros Yiorkadjis, in partnership con la locale Accademia di Belle Arti; Stefano Forni raccoglie in collettiva tre fotografi, ossia Marco Bolognesi, Davide Bramante e Nicola Vinci; mentre NT propone un Live con Andrea Renzini, Stefano Passini, Nicola Di Caprio e Bartolomeo Migliore.

Non inaugurano nel weekend ma meritano senz’altro la visita G7 (Giulio Paolini), Otto (Giuseppe Spagnulo), De’ Foscherari (Hermann Nitsch), Maggiore (Graham Sutherland) e Spazia (Claudio Olivieri). Tappa obbligata l’Arci Sesto Senso, che propone giovani talenti e performance nel quadro del progetto Art up-Art, mentre ai più chic si consiglia di puntare verso L’Inde le Palais, con l’esordio italiano dei due indiani Ashish Chawla e Rajendra Kapse.
Una passeggiata è consigliata anche in direzione dell’Oratorio di Santa Maria della Vita, dove sarà visibile un’installazione site specific di Vittorio Corsini, targata Marco Scotini per il lucchese Claudio Poleschi. E, per restare in spazi sacri, alla Chiesa di San Giorgio in Poggiale, nell’ambito della manifestazione “Bologna si rivela”, si inaugura l’esposizione permanente della Cattedrale di Piero Pizzi Cannella.
Si può fare di più? Certamente. Ad esempio, una location come Palazzo Re Enzo potrebbe offrire qualcosa di più di una mostra fotografica del giovane bolognese Paolo Mazzanti, magari dislocando in spazi più adatti Netmage. Ma la strada imboccata pare quella giusta. Un altro esempio, in senso opposto? Arte Povera 1966-1980. Libri e documenti al Museo Archeologico.

E se volete concedervi una domenica in quel di Modena, la sinergia si amplia anche geograficamente. Perché alla Galleria Civica, a mezzogiorno, inaugurano Runa Islam, Tobias Putrih ed Elena Ascari.


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Il resoconto di Art First 2

marco enrico giacomelli

[exibart]

Visualizza commenti

  • Ciao Elisa,
    dove hai letto l'aggettivo "interessante" nel mio articolo? Dove hai riscontrato un giudizio che si attagliasse all'aggettivo che usi? Ho scritto un eloquente "almeno sulla carta". E non sono uso a giudicare ex ante. Dunque mi sono limitato a confrontare in maniera sincronica e diacronica quest'annunciato weekend con omologhi in anni passati e/o luoghi differenti.
    E' più chiaro adesso?
    Buon fine settimana,
    Marco Enrico

  • La mancanza di vere iniziative legate al contemporaneo rischia di far diventare provinciale la vostra rivista? A voi sembra interessante davvero la proposta bolognese in questi giorni? Continuo a leggervi e a sostenervi ma Giacomelli, per favore...

  • Sono andato all'inaugurazione giovedì e devo dire che una delusione così l'ho avuta poche volte.
    Pur essendo uno che si entusiasma con poco, ho ancora i brividi al pensiero delle brutte, misere, senza vita, cervellotiche, e facilone opere che ho trovato esposte.
    Imputo anche a voi e ai curatori la colpa di queste brutture strapagate (fino a quando durerà)Voi adetti che incentivate la cultura del furbo su quella del bello!
    La più brutta e triste artefiera degli ultimi 4 anni.

  • Gnetile Marco, penso che il suo articolo riesca a rendere percepibile la fiera di questo anno, per come lo è realmente.
    Io trovo che in italia i giudizi negativi siano troppi e gratuitti, e spesso anche troppo negativi tanto da non far andare avanti nulla. Haime' tutti quelli che qui scrivono son convinti di fare opere migliori e iu' belle di quelle esposte e poichè loro non sono ancora presenti in realtà come queste, sparano a zero in maniera sempre e solitamente distruttiva.
    Ma l'italia non cresce per noi o per loro?
    Gli italiani son sempre gli altri.

    Fiera discreta e non cosi' tragica come dicono i nostri amici, o megli oi vostri.

  • ma quale sospensione di giudizio!?! ma quale attesa di 3 anni!?
    l'ultima artissima è stata una fiera eccezionale per la qualità media delle gallerie partecipanti, roba che all'oggi artefiera appare (proprio in quanto paragonata ad artissima) per quello che inesorabilmente è: un'accozzaglia di porcherie terrificanti, provenienti soprattutto da quelle gallerie che giustamente furono escluse dall'ultima artissima. appare inoltre evidente il portato commercial-decorativo della quasi totalità delle opere esposte, prontamente acquistate da miserabili collezionisti che ancora stentano a capire che l'arte è un'altra cosa. probabilmente dall'anno prossimo le ultime gallerie di qualità presenti quest'anno (de carlo, minini massimo, umberto di marino, artiaco, monitor, pianissimo, shammah, t293) non si faranno più vedere ad artefiera (quest'anno già mancano zero..., kaufmann, minini francesca, guenzani, noero, sonia rosso, fonti), perchè confluiranno esclusivamente ad artissima e alle altre fiere internazionali, lasciando artefiera alle gallerie mediocri, ai loro ingenui collezionisti e in generale ad un pubblico massimamente sprovveduto.
    ipse dixit

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