CHEAP x ARCI - Orgoglio Antifascista, ph Giulia Rosco
A 80 anni dalla Liberazione e in un presente attraversato da tensioni identitarie e rigurgiti di intolleranza, la memoria della Resistenza affiora dai muri come atto condiviso, poetico e politico: il collettivo CHEAP e Arci – Associazione Ricreativa Culturale Italiana promuovono Orgoglio Antifascista – 80 anni di liberazioni, una campagna di arte pubblica che, dal 17 al 25 aprile, si snoda da nord a sud, attraversando oltre 40 città, ma anche province e piccoli centri, in un dialogo trasversale tra centro e margine, tra cui Trento, Palermo, Torino, Lecce, Ferrara, Cuneo, Genova, Ravenna, Bologna, Bergamo, Pescara, Benevento.
Con la forza delle immagini e la grammatica dei corpi, la campagna restituisce visibilità a ciò che spesso resta invisibile: la storia minuta ma radicale dei gesti resistenti. Dai volti delle partigiane alle mani degli operai in sciopero, dalle piazze femministe agli occhi spalancati di chi naviga il Mediterraneo sulle navi di salvataggio civile. È una mappa costruita con fotografie d’archivio scelte da CHEAP e Arci, in collaborazione con archivi e autori come Agnese De Donato, Luciano Nadalini, Fototeca Gilardi, Fondo Anpi, Dino Fracchia, Uliano Lucas, Margherita Caprilli, Michele Lapini, Mediterranea.
Strumento per eccellenza del linguaggio visivo urbano, l’affissione si fa qui pratica collettiva e atto di resistenza estetica. Al di là della celebrazione e della decorazione, Orgoglio Antifascista si diffonde nello spazio pubblico: i manifesti, affissi da volontari e militanti, diventano punti di riattivazione della memoria e della coscienza politica. «L’antifascismo non è una bandiera da riporre nel cassetto del passato, ma una pratica politica viva», recita il manifesto programmatico della campagna. Ed è proprio nella scelta di riposizionare l’antifascismo non come dato storico ma come necessità contemporanea, situata, radicale e non negoziabile, che risiede la dichiarazione di intenti di questo progetto, sostenuto da una fitta rete di comitati e circoli Arci.
Dalle strade, l’azione si prolunga nei canali digitali: le fotografie delle affissioni diventano tasselli di un immaginario condiviso e in continua mutazione, per rivendicare lo spazio pubblico – online e on life – come dispositivo estetico e politico, luogo di lotta e di narrazione da conquistare e difendere, anche con la carta incollata ai muri.
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