eL Seed Ritratto, 2024 Courtesy l’artista e Pirelli HangarBicocca, Milano, 2024 Foto Lorenzo Palmieri
La leggerezza della calligrafia, il segno sottile che riesce a esprimere mondi inesplorati. Ma anche la consistenza dell’opera su scala architettonica, la sensazione del qui e dell’ora. È un invito al viaggio come poetica modalità di convivenza, la nuova opera monumentale permanente di eL Seed, realizzata su una superficie totale di 1000 metri quadrati sulle pareti esterne del Cubo di Pirelli HangarBicocca di Milano. Intitolato Waves Only Exist Because the Wind Blows – Le onde esistono solo perché il vento soffia, l’intervento è visibile anche dall’area adiacente di Sesto San Giovanni, dalla strada contigua e dalla ferrovia limitrofa. L’opera dell’artista artista tunisino naturalizzato francese, classe 1981, è stata commissionata e prodotta nell’ambito del progetto Outside the Cube, curato da Cedar Lewisohn e dedicato alle forme d’arte transitorie e legate al contesto pubblico, nato nel 2016 con la realizzazione dell’opera Efêmero di OSGEMEOS, rimasta visibile fino a febbraio 2024.
«Dove si trova la casa? È un luogo o un sentimento? Come esseri umani, tutti noi vogliamo appartenere a un luogo, a un gruppo», spiega l’artista, che ha esposto le sue opere in mostre e luoghi pubblici in tutto il mondo, dalla facciata de l’Institut du monde Arabe a Parigi, alle favelas di Rio de Janeiro, fino alla DMZ, la zona demilitarizzata tra Corea del Nord e Corea del Sud e poi nelle baraccopoli di Città del Capo e nel cuore del quartiere Manshiyat Nasr a Il Cairo, in cui vengono portati e riciclati i rifiuti della città. «La sensazione di sentirsi a casa si intreccia con il sentimento di appartenenza. Il senso psicologico di attaccamento alla casa è così complesso e profondo che va oltre gli aspetti fisici di un luogo. Si tratta di una profonda connessione emotiva e di un senso di radicamento. Come esseri umani, tutti desideriamo un senso di appartenenza. Milano è un centro internazionale che da sempre è impegnato ad accogliere persone di ogni provenienza, a celebrare la loro diversità e a preservare il loro senso di radicamento e identità».
Se nei suoi lavori spesso usa il potere del linguaggio per ed evocare idee di unità e coesione, per Pirelli HangarBicocca eL Seed ha realizzato un’opera d’arte che celebra il viaggio comune e il bisogno di appartenere a un luogo. Con la forma di un’onda che incarna perfettamente il tema dell’andare e venire, la composizione riprende una frase di Cesare Pavese, nel celeberrimo romanzo La Luna e i falò: «Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via».
«Questo intervento di eL Seed si basa sull’impressionante capacità che l’artista ha nel giocare con luoghi architettonici reali, con una prospettiva storica e nel hic et nunc», ha spiegato Lewisohn. «L’intervento pone domande urgenti sulle questioni che stanno plasmando il nostro mondo e sfida la semplice classificazione. Il processo di elaborazione di eL Seed implica una ricerca geografica basata su citazioni, che sono reali, ma che cercano anche l’anima dei luoghi di cui si parla. Questo approccio, unito all’uso di forme e combinazioni di colori, ha creato un’opera che parla a diverse comunità in ogni angolo del mondo».
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