Nils Petter Molvær and Ernaldo Bernocchi performing The Space Between. Photo credit Valerio Polici
La Fondazione Nicola Del Roscio ha presentato una serie di appuntamenti in sei serate tra maggio e giugno con concerti live, video proiezioni e musica diffusa, ospitando artisti internazionali. Un programma multidisciplinare frutto di un’ampia ricognizione voluta da Nicola Del Roscio e finalizzata alla conservazione presso gli archivi della Cy Twombly Foundation di composizioni musicali in dialogo con l’opera di Cy Twombly.
Così, “Un/veiled – Cy Twombly, Music, Inspirations” ha celebrato quel reciproco scambio tra il mondo della musica e l’opera di Cy Twombly, esposta per quest’occasione nella Fondazione Nicola Del Roscio, svelandone aspetti inediti. A documentare l’intero progetto, promosso e prodotto dalla Fondazione Nicola Del Roscio, una pubblicazione cartacea.
Dalla ricerca e dalla ricognizione della Cy Twombly Foundation è emerso come diversi autori musicali abbiano tratto ispirazione dall’opera dell’artista, per singoli brani o addirittura interi album. Mettendo insieme tutte queste composizioni, si ricava un archivio di sorprendenti ricchezza e varietà: dalla musica jazz alla classica, fino all’elettronica più sperimentale. In questo modo, “Un/veiled” ha restituito la ricerca di Cy Twombly attraverso la vista – e l’udito – degli artisti in dialogo con la sua opera.
Ad aprire il programma di “Un/veiled” alla Fondazione Nicola Del Roscio, nella prima settimana, il musicista italiano Eraldo Bernocchi con The space between, autore della colonna sonora del documentario Cy Dear (Andrea Bertinetti, Italia, 2018). Insieme a lui, il jazzista norvegese Nils Petter Molvær e la videoinstallazione di Petulia Mattioli.
L’appuntamento successivo ha dato occasione di partecipare alla prima italiana di To Neptune, Ruler of the Seas Profound (2019), composizione ed esperienza musicale firmata da Isabella Summers, musicista e produttrice di base a Londra. Conosciuta anche come la “Machine” della band Florence and The Machine, Isabella Summers ha dedicato questo suo lavoro all’opera di Cy Twombly, traendo ispirazione dalle sue opere più celebri e da poesie e testi letterari cari a entrambi.
Nel secondo weekend di giugno si è invece esibito Nicolas Vèrin, interprete della musica del compositore francese Pierre Henry, tra i pionieri della musica concreta ed elettronica, nonché molto apprezzato da Cy Twombly. Vèrin si è esibito sui due brani di Henry Le Voile d’Orphée (1953) e Symphonie pour un homme seul (1950). Il primo lo ascoltò Twombly alla radio e l’artista rimase colpito dal suono d’apertura del brano: un pezzo di stoffa lacerato a significare la morte di Orfeo, ridotto in pezzi dalle Baccanti.
Con “Un/veiled – Cy Twombly, Music, Inspirations” è stata esposta alla Fondazione Nicola Del Ruscio una selezione di opere su carta di Cy Twombly, risalente ai primi anni Settanta. Proprio dalla suggestione del brano musicale di Pierre Henry Le Voile d’Orphée, Twombly ha realizzato due Study for Treatise on the Veil, opere su carta fatte di segni, linee e numeri che ricordano gli spartiti delle avanguardie musicali del secondo dopoguerra. Ad accompagnare questi lavori su carta di Twombly le composizioni in filodiffusione alla Fondazione Nicola Del Ruscio del musicista californiano Harold Budd. Devendra Banhart e Sudan Archives sono gli altri due musicisti coinvolti in “Un/veiled”, presenti in due video-performance del Broad Museum di Los Angeles, dove i due si sono esibiti nelle sale dedicate all’opera di Cy Twombly.
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