Miracolo a Venezia

di - 7 Febbraio 2017
Veronica ha diciassette anni, studia al liceo Marco Polo e al conservatorio Benedetto Marcello, vive a Venezia. Prima di iniziare la formazione scuola-lavoro in collaborazione con Palazzo Grassi, andare al museo era una punizione, mentre adesso è lei a trascinare tutti alle nuove mostre di arte contemporanea, dai nonni agli amici, così racconta Veronica. E da grande vuole usare la musica per fare arte, ha capito che c’è uno spazio in cui si può, ed è l’arte contemporanea.
Antonio ha più di venti anni, è uno degli atleti Free Style più quotati al momento, dice di aver fatto del parkour e dell’acrobazia una forma di arte, a Palazzo Grassi è arrivato invitato dagli studenti dei licei artistico e classico di Venezia. Arriva da una periferia di paranze di bambini, ma non vuole parlare di questo. Preferisce raccontare di come ha capito di potere dare una mano a tirare fuori gli altri e se stesso da lì. Racconta che, dopo avere visto partire il suo migliore amico per un giro in macchina per non vederlo tornare mai più, ha deciso di iniziare a correre, e a correre ovunque, e fare della corsa il modo per uscire dalla violenza. «Quando la violenza abita tutto lo spazio, dalla famiglia, alla strada, al quartiere, non hai spazio per niente altro, l’adrenalina della violenza ti serve a sopravvivere», racconta Antonio. «Io ho capito che la stessa adrenalina la potevo provare per correre a salvarmi, saltando, facendo l’acrobata, e così ho salvato me stesso e cerco di salvare gli altri. A chi è qui a Venezia, dico, state attenti, prendetevi tutto, prendetevi lo spazio, uscite e fate musica, fate arte, perché non tutto va bene ma per voi è più facile, potrebbe non essere sempre così, non aspettate che qui diventi tutto difficile come a Barra» (ndr. periferia Sud Est di Napoli, nota per la festa dei gigli e per la violenza quotidiana delle guerriglie di camorra).

A Barra, nel suo quartiere, Antonio insegna ai suoi coetanei e ai più giovani a correre, a esibirsi danzando, saltando tutte le barriere con una associazione locale. Alessandro è un rider e videomaker, vive a Mestre, si allena con Antonio, racconta di essere come la sua coda, ma con un occhio che registra. Entrambi sono atleti per Venice Free Style Lab, associazione che collabora anche con il porto di Venezia per definire i nuovi spazi al parco della Nuova Stazione Marittima.
Cosa ha portato Veronica, Alessandro e Antonio nello stesso spazio, il Teatrino di Palazzo Grassi, in un pomeriggio perfetto di pioggia e nebbia a Venezia? Il Teen Print Party, presentato al pubblico il pomeriggio di venerdì 27 gennaio. Un evento ideato, organizzato e promosso dagli studenti che svolgono il progetto Alternanza Scuola – Lavoro a Palazzo Grassi e Punta della Dogana, una fra le tantissime attività per i ragazzi dai 14 ai 20 anni grazie a Palazzo Grassi Teens, programma nato per avvicinare gli adolescenti all’arte contemporanea.

Per l’anno scolastico 2016/2017, Palazzo Grassi – Punta della Dogana ha scelto di confermare la propria adesione al progetto Alternanza Scuola – Lavoro, stipulando quattro accordi con scuole secondarie superiori del territorio veneto: Liceo Classico e Liceo Artistico dell’Istituto Marco Polo di Venezia, Liceo Linguistico Santa Caterina di Mestre e Istituto Tecnico Turistico Gritti di Mestre. Il progetto di formazione è in collaborazione con il MiBACT e Palazzo Grassi ha messo il proprio staff, gli spazi istituzionali e fisici a disposizione delle scuole aderenti al progetto, già al suo secondo anno. Gli studenti hanno scelto chi invitare e cosa fare, fra le proposte formative della loro scuola. E così hanno deciso di lavorare con Small Caps, – una associazione culturale Veneziana che produce, progetta e distribuisce illustrazioni e serigrafie, – e con Venice Free Style Lab, una associazione che si occupa di diffondere il Free Style adattandolo a tutti gli spazi del Veneto, sfruttando l’opportunità di un territorio che in poche centinaia di chilometri offre tutto, neve, mare, acque interne, nuovi porti e città storiche.

Il Free Style è una disciplina che unisce tutti gli sport di scivolamento e il parkour, ha una forte ascendenza sugli adolescenti perché include non solo il gesto, ma anche la sua narrazione multimediale e usa come canale privilegiato di distribuzione le piattaforme social. Così i ragazzi hanno progettato prima e realizzato in tempo reale stampe serigrafiche su borse, T-Shirt, grembiuli d’artista e fogli, realizzandoli con il pubblico presente, imparando a non separare lo spazio reale da quello virtuale. teens.palazzograssi.it è il sito-web per teenagers creato dai ragazzi per i ragazzi, che racconta l’arte contemporanea dal loro punto di vista.
In due ore il foyer del Teatrino è stato lo spazio di una esibizione di parkour, di un dj set, e di una ripresa e proiezione video. Hanno generato un luogo intenso e pieno di speranze, non solo per gli adolescenti, ma per tutta la città che forse mai come in questi giorni, dopo la morte in Canal Grande per affogamento di un sans-papier, ha bisogno di ritrovare il senso del suo vivere civile.
Che trovino tutti quello che cercano, che i loro desideri si realizzino!
Irene Guida

Ha collaborato con Duel, Duellanti, D’Architettura scrivendo di spazio e arte. Collabora con Exibart dopo aver pubblicamente richiesto a Germano Celant di firmare una dichiarazione che ripetesse le sue parole “Ragazzi, l’arte, in fondo, è artigianato”. La richiesta non è stata esaudita. Ha inoltre studiato presso l’Università IUAV di Venezia, dove ha seguito il laboratorio di Joseph Kosuth e ha conseguito un dottorato in Urbanistica nel 2012, dopo un periodo di studi negli Stati Uniti presso la UMBC di Baltimora e la New School di New York. Svolge attività didattica e di ricerca all’Università IUAV. Fra i suoi testi, Corridoi. La linea in Occidente, Quodlibet, Macerata 2014.

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