Anish Kapoor, Stazione di Monte Sant'Angelo, Napoli, Italia. Fotografia di Amedeo Benestante © Anish Kapoor. Tutti i diritti riservati, DACS/SIAE, 2025
Sarà inaugurata ufficialmente oggi la nuova stazione Monte Sant’Angelo della metropolitana di Napoli, progettata da Anish Kapoor. Alla cerimonia parteciperanno il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca e il presidente dell’EAV Umberto De Gregorio, sancendo la conclusione di un percorso progettuale durato oltre 20 anni.
Invitato nel 2003 a immaginare una stazione per il quartiere Traiano, Kapoor ha dato vita a un progetto che fin dall’inizio si è presentato come una sfida artistica, architettonica e politica. La fermata Monte Sant’Angelo rientra infatti nel percorso della Linea 7, ancora in via di completamento e distinta dalla più celebre Linea 1, già nota in tutto il mondo per le Stazioni dell’Arte curate da Achille Bonito Oliva.
La costruzione della stazione è iniziata nel 2008 ma i lavori hanno subito rallentamenti, sospensioni e difficoltà legate tanto alla carenza di fondi quanto all’imponenza del progetto stesso. L’ingresso monumentale in acciaio corten, dal forte simbolismo corporeo, fu commissionato nel 2005 con un costo di circa 10 milioni di euro. Trasportato dall’Olanda via mare, giunse a Pozzuoli nell’estate del 2015, dove rimase bloccato quasi un anno a causa di un contenzioso finanziario tra Regione e società costruttrice.
Kapoor arrivò a minacciare di ricomprare l’opera pur di evitare un naufragio definitivo del progetto. Alla fine, i nodi burocratici furono sciolti e la scultura venne posizionata all’ingresso principale nel 2017. La seconda grande installazione tubolare, collocata a viale Traiano, è stata sistemata solo nella notte tra il 10 e l’11 dicembre 2022.
Il campus universitario Federico II di Monte Sant’Angelo, cuore accademico della città, attendeva da anni un collegamento efficiente: la Linea 7, una volta completata, unirà le ferrovie Cumana e Circumflegrea, collegando Fuorigrotta e Soccavo.
L’opera di Kapoor per Monte Sant’Angelo rappresenta una simbiosi tra scultura e architettura, cifra distintiva della sua poetica. I due ingressi, archetipici e speculari, si presentano come aperture che ribaltano l’esperienza del corpo e del paesaggio: uno grezzo, terrestre, discendente, l’altro tubolare, levigato, ascensionale.
All’interno, progettato con Jan Kaplický e Amanda Levete dello studio Future Systems, le pareti grezze dei tunnel conservano la loro integrità materica, restituendo un’esperienza immersiva e porosa. È un’architettura che vive del vuoto e del rovesciamento, dove funzionalità e mito si intrecciano. «Nella città del Vesuvio e nel mitico ingresso di Dante all’Inferno, ho ritenuto importante provare a confrontarmi con il vero significato dell’andare sottoterra», ha dichiarato Kapoor.
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