Un treno della Linea A della metropolitana di Roma diventa spazio espositivo, per aprire una riflessione sul presente. È stato presentato il 26 marzo, presso la fermata Anagnina, Cartoline per la Pace, progetto di Ciriaco Campus realizzato in collaborazione con Roma Capitale, ATAC e Nomas Foundation, che rimarrà attivo fino a fine giugno 2026.
L’intervento si sviluppa all’interno dei vagoni di un convoglio in servizio quotidiano sulla tratta Anagnina–Battistini, che ospiteranno una serie di immagini stampate su pellicola adesiva. Le fotografie rielaborano vedute di città del mondo, attraversate da una presenza ricorrente: sagome di missili che emergono nello skyline come elementi apparentemente integrati nel paesaggio urbano. Presenze silenziose e normalizzate, che modificano la percezione dello spazio senza alterarne la riconoscibilità. Scuole, monumenti e spazi pubblici appaiono progressivamente riconfigurati come luoghi di potenziale minaccia.
Il progetto deriva dal ciclo pittorico Cartoline (2023), in cui l’artista aveva già lavorato su queste immagini “colonizzate”, costruendo una tensione tra familiarità e minaccia. Trasposte nello spazio pubblico della metropolitana, queste visioni che mettono in cortocircuito la normalità vengono amplificate dal ritmo del viaggio quotidiano, coinvolgendo direttamente chi attraversa la città.
La scelta cromatica, dominata dal giallo, richiama esplicitamente uno stato di allerta. È anche un segnale che rimanda a una condizione diffusa di assuefazione, prodotta dalla continua esposizione a immagini di guerra veicolate da media e piattaforme digitali, che tendono a trasformare il conflitto in spettacolo o simulazione.
Il progetto si inserisce in un contesto geopolitico segnato dal ritorno del riarmo al centro del discorso pubblico e dalla crescente fragilità degli equilibri internazionali. Senza tematizzare direttamente i singoli conflitti, l’intervento lavora su una dimensione più ampia, mettendo in discussione la percezione della pace come condizione acquisita e stabile. La pace, suggerisce il lavoro, non è un dato di fatto ma una costruzione politica e culturale continuamente esposta a crisi e regressioni.
Oltre all’installazione, sono previsti incontri e momenti di approfondimento rivolti in particolare alle scuole, con l’obiettivo di attivare un confronto sui temi della guerra, del riarmo e della responsabilità collettiva.
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