Simone Gori, Il suono del tempo
La creatività contemporanea torna a dialogare con il paesaggio, sospeso nel tempo, delle colline senesi: dal 12 al 31 luglio 2025, il borgo di Radicondoli ospita Paesaggi Contemporanei, progetto di arte ambientale promosso dal Comune e curato da Fabio Gori, che affianca lo storico festival teatrale, diretto da Massimo Luconi, con una serie di installazioni e performance site specific firmate da artisti italiani e internazionali.
Nato nel 2021, Paesaggi Contemporanei vuole generare un dialogo profondo tra la creazione artistica e l’ambiente, inteso non come sfondo ma come materia viva. L’arte si sedimenta nei luoghi dove è esposta, innesta i propri segni nella memoria collettiva, dà impulso a processi di trasformazione. Radicondoli diventa così laboratorio creativo, spazio di convivenza artistica, in cui l’opera si costruisce con il territorio.
Nel centro storico, proprio accanto all’ingresso del palazzo comunale, il duo Antonello Ghezzi installa un semplice campanello in ottone con la scritta: “Premere per cambiare il mondo”. Un invito all’azione, lieve e ironico, che interroga il visitatore sulla soglia invisibile tra intenzione e trasformazione. Un gesto minimo che diventa specchio: chi ha davvero il coraggio di cambiare?
Simone Gori interviene sulle antiche mura con Il suono del tempo, un’onda sonora metallica che riproduce il rintocco delle campane del paese e riflette il paesaggio, quasi fosse una eco visiva della memoria. Gori, già presente nella collezione Maeght e protagonista di mostre in Italia e Francia, prosegue così il suo dialogo con Radicondoli, dopo l’opera permanente Il creatore di nuvole.
Ai margini del borgo, nel boschetto di lecci, Moussa Traore costruisce tre Piroghe in lamiera riciclata. Simboli di viaggio e deriva, le sculture sono il risultato di una residenza e di un laboratorio con giovani artisti. Traore, uno dei più conosciuti artisti senegalesi, lavora da anni sul tema dello scarto e della rigenerazione, trasformando materiali poveri in oggetti poetici e spirituali.
Infine, Paolo Fabiani presenta Gli Urlatori, un insieme di figure totemiche e spettrali che parlano di impermanenza, di una fisicità residua e visionaria. La sua mostra include anche il Viandante (2025) e la serie Gost, a ribadire il valore del transito, dell’impronta, della mutazione. Fabiani è figura storica dell’arte italiana, con all’attivo mostre in spazi come il Museo Civico di Siena, Palazzo delle Papesse e la Quadriennale di Roma.
Pensato in sinergia con il Festival di Radicondoli, che da oltre 40 anni porta il teatro d’avanguardia nei luoghi più intimi del borgo, Paesaggi Contemporanei si configura dunque come un’estensione dello spettacolo dal vivo, in cui l’opera d’arte si fa esperienza, attraversamento, occasione di comunità, caso emblematico di come l’arte possa agire su “piccola” scala con effetti profondi.
A testimonianza della volontà di costruire una presenza duratura dell’arte, Paesaggi Contemporanei ha dato vita a una collezione permanente che si snoda negli spazi pubblici e privati del paese. Opere di Claudia Losi, Vittorio Corsini, Franco Ionda, Luca Gilli, Paolo Fabiani e dello stesso Moussa Traore costellano vicoli, lavatoi, palazzi e luoghi sacri. Tra queste, spicca la scritta luminosa di Corsini, Nel paesaggio bisogna farsi ciechi, che invita a guardare con altri sensi, ad ascoltare le voci profonde del territorio.
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