PM23, Roma, 2025, Horizons Red, Photo Credit Whatever Milan
Il rosso non è solo un colore. È un campo semantico, una soglia simbolica, un terreno di indagine estetica e culturale. Con Orizzonti | rosso, mostra inaugurale del nuovo spazio PM23 a Roma, la Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti propone una riflessione stratificata su questo pigmento arcaico e potentissimo, trasformandolo in chiave curatoriale per esplorare il dialogo tra arte e moda, tempo e identità. Il luogo scelto è carico di significato: lo storico edificio di Piazza Mignanelli 23, a pochi passi da Trinità dei Monti, un tempo sede della Propaganda Fide, è oggi riconvertito in spazio culturale e piattaforma espositiva aperta alla sperimentazione e alla trasmissione del patrimonio culturale. L’intervento architettonico e museografico conserva la sacralità del luogo, trasfigurandola in un’esperienza sensoriale immersiva: il sacro lascia spazio al sublime.
La mostra, visitabile gratuitamente fino al 10 giugno, mette in relazione trenta opere d’arte moderna e contemporanea con 50 creazioni haute couture rosse disegnate da Valentino Garavani. Il rosso, cifra assoluta della maison, diventa così materia viva di un percorso che attraversa cinque decenni di storia della moda e del pensiero artistico del XX e XXI secolo.
A curare il progetto sono Anna Coliva, storica direttrice della Galleria Borghese, e Pamela Golbin, per anni chief curator del Mad-Musée des Arts Decoratifs di Parigi. Insieme costruiscono una drammaturgia visiva che procede per consonanze formali e dissonanze concettuali. Il visitatore è accolto da una scultura di Jeff Koons e da un ritratto di Valentino eseguito da Andy Warhol, accostati a un Picasso del 1932 e all’abito Fiesta del 1959, il primo capolavoro firmato Valentino. A chiudere il percorso, un busto di Francesco Vezzoli che lacrima rosso Valentino, in un finissage emotivo e quasi operistico.
La selezione artistica spazia da Rothko a Fontana, da Twombly a Bourgeois, da Basquiat a Richter. In mostra anche lavori di Afro, Boetti, Burri, Bonalumi, Schifano, Frankenthaler e Bacon, in un montaggio che restituisce la complessità del rosso come dispositivo narrativo e psichico. Il rosso è ferita e desiderio, sensualità e rivoluzione, potere e fragilità.
«A chiudere idealmente il percorso è un busto di Francesco Vezzoli che piange lacrime rosso Valentino. Quella di Vezzoli è l’ultima opera, la più recente, ma anche la più melodrammatica, come si addice a un finissage emotivo», spiega Anna Coliva.
I manichini iperrealistici che indossano le silhouette Valentino, modellati sul volto di Natalia Vodianova, musealizzano la couture e al tempo stesso la umanizzano, collocandola in uno spazio intermedio tra statua classica e avatar contemporaneo. L’effetto è quello di un tableau vivant congelato nel tempo, dove l’identità è replicata, messa in scena, dislocata. PM23 si presenta dunque non come museo tradizionale, ma come luogo ibrido e fluido, che rifiuta ogni classificazione rigida. È un laboratorio curatoriale che riflette sulla natura stessa dell’esposizione, dove l’alta moda non viene celebrata come oggetto di culto, ma interrogata come fenomeno visivo, sociale e simbolico. La scelta di rendere l’accesso gratuito nelle prime settimane non è solo gesto filantropico, ma chiara dichiarazione d’intenti: rendere la bellezza accessibile, condivisibile, viva.
Con Orizzonti | rosso, Valentino e Giammetti non solo celebrano il loro straordinario lascito, ma lo proiettano nel presente, riformulando il ruolo delle fondazioni private nel panorama culturale contemporaneo. Il rosso, da firma stilistica, diventa forma di pensiero.
«La nostra Fondazione nasce dall’amore per la bellezza, con la missione di custodirla, promuoverla e trasmetterla alle generazioni future», affermano Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti. «Crediamo che la bellezza abbia il potere di elevare, trasformare e lasciare un segno indelebile nella vita delle persone».
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