Popsophia entra nel vivo a Civitanova Alta, dal virtuale di MeGa alla retromania

di - 4 Luglio 2025

Con uno sguardo rivolto al passato e un piede ben piantato nel futuro che Popsophia ha inaugurato la sua nuova edizione a Civitanova Alta. Il festival della filosofia pop, nato nel 2011, ha aperto le porte sotto il segno della Retromania, esplorando l’estetica della nostalgia attraverso musica, arte e cultura di massa. Ma il vero salto in avanti, tanto tecnologico quanto concettuale, è rappresentato da MeGa, la nuova galleria virtuale curata da Evio Hermas Ercoli, visitabile in VR nella chiesa di Sant’Agostino fino a domenica.

MeGa: l’arte oltre lo spazio fisico

Acronimo di Metaphysical Gallery, MeGa reimmagina il rapporto tra arte, fruizione e tecnologia e, con la sua nuova esposizione virtuale, dal titolo Angeli e Demoni, invita i visitatori a immergersi in uno spazio espositivo completamente digitale, modulare e navigabile tramite visori VR. Più che una trasposizione tridimensionale di una sala fisica, MEGa è un ambiente pensato appositamente per la realtà virtuale, dove le opere e le suggestioni si sviluppano in un contesto svincolato dalle leggi della materia.

Durante la presentazione, Ercoli ha paragonato questa trasformazione a quella avvenuta nel mondo della comunicazione: «Un tempo, la busta “par avion” era un ponte tra mondi lontani; oggi, è un oggetto archeologico. Così anche l’arte deve abbandonare i suoi strumenti obsoleti e abbracciare una nuova grammatica espressiva».

Popsophia e la nostalgia come forma di pensiero

Se MeGa ha rappresentato il momento visionario dell’apertura, la serata è stata scandita dal philoshow musicale Parlami d’amore, che ha intrecciato la voce registrata di Achille Togliani, celebre interprete del bel canto italiano, alle riflessioni filosofiche di Lucrezia Ercoli e alle atmosfere rétro dell’ensemble Concertino Burro e Salvia. Ospite d’onore Adelmo Togliani, figlio del cantante, ha restituito al pubblico un ritratto intimo e affettuoso del padre, tra aneddoti familiari e materiali d’archivio inediti, proprio nell’anno in cui ricorre il trentennale dalla scomparsa dell’artista.

«Il legame fra nostalgia e musica parte da lontano – ha detto Ercoli – la parola nostalgia è un neologismo inventato per raccontare la malattia paralizzante dei soldati svizzeri che all’ascolto del canto dei vaccai venivano presi da una malinconia struggente. E seppur quella melodia in sé sia poca cosa, il ricordo produceva lacrime a non finire, un ricordo capace di raggiungere il centro del nostro cuore. E questo è vero sempre perché le canzonette hanno la capacità di essere inni, arrivano a tutti, ma ciascuno di noi le vive in maniera personale e intima».

Una riflessione che ha trovato eco nell’intervento inaugurale della critica d’arte Gloria Gradassi, che ha presentato l’Angelo ribelle su sfondo giallo di Osvaldo Licini come simbolo di un Novecento visionario, disturbata teatralmente dall’irruzione dell’attore Francesco Tranquilli, in un’irriverente lecture-performance tra arte e teatro.

Weekend anni ’80, ’90: Popsophia entra nel vivo

Il programma prosegue in questi giorni con incontri dedicati agli anni ’80, ’90 e ai miti della cultura pop, tra videogiochi, serie TV, filosofia e icone femminili. Il weekend di Popsophia si apre con un tuffo negli anni ’80: oggi pomeriggio, all’Auditorium San Francesco, Tommaso Ariemma indaga la musica come chiave narrativa nella serie The Last of Us, mentre Susanna Scrivo omaggia la filosofa Monia Andreani con un intervento su Lady Oscar e l’immaginario femminista. In serata, in Piazza della Libertà, il philoshow esplora la nostalgia fantasy della “Terra di mezzo”, con Lucrezia Ercoli e Riccardo Dal Ferro tra epiche visioni e musica dal vivo.

Sabato tocca agli anni ’90: Eleonora Caruso riflette su sogni e disillusioni generazionali, Alice Valeria Oliveri ripercorre l’evoluzione dei modelli femminili da Non è la Rai a TikTok, e Guerino Nuccio Bovalino confronta la tecnologia utopica del passato con l’IA contemporanea. In chiusura, alle 21:30, il philoshow Nostalgia di una voce celebra Mina con parole, musica e immagini, accompagnato dalla presenza speciale della scrittrice e filosofa Ilaria Gaspari.

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