Lo Spazio Berlendis dall'esterno, Venezia, ph Silvia Longhi
Nasce a Venezia, nel sestiere di Cannaregio, Spazio Berlendis, nuovo fulcro per le arti nella scena culturale della cittĂ lagunare. Lâaccurato intervento di recupero dellâantica falegnameria dello Squero Fassi, uno degli squeri piĂš antichi di Venezia, è stato avviato nel 2019 con lo scopo di dare nuova vita a un luogo storico della cittĂ e creare uno spazio di cui la cittĂ era mancante. Infatti, il restauro, nel rispetto della struttura, conferisce al luogo una forte matrice contemporanea: lo spazio è dotato di caratteristiche tecnico-impiantistiche e unâampia superficie espositiva che lo rendono un caso unico nel panorama veneziano. Il coraggioso progetto lancia un chiaro segnale di ripresa nel particolare momento storico che stiamo vivendo, offrendo un luogo dove ci si può ârincontrareâ con gli altri, attraverso lâarte in tutte le sue molteplici forme dâespressione.
In concomitanza con la Biennale di Architettura e le celebrazioni per i 1600 anni dalla fondazione della cittĂ , le curatrici Emanuela Fadalti e Matilde Cadenti hanno inaugurato lo spazio con una mostra dal titolo âRincontrarsi a Veneziaâ, a sottolineare lâimpegno nei confronti della cittĂ , da sempre luogo di incontro tra diverse culture. Il primo incontro è dunque quello con le otto gallerie veneziane (Alberta Pane, Beatrice Burati Anderson Art Space & Gallery, Caterina Tognon, La Galleria di Dorothea Van der Koelen, Ikona, Marignana Arte, Galleria Michela Rizzo, Victoria Miro) che hanno accolto lâinvito a collaborare allâesposizione, presentando ognuna un artista di fama internazionale che utilizza diverse forme espressive: Francesco Candeloro, Maurizio Donzelli, Maurizio Pellegrin, Fabrizio Plessi, Ferdinando Scianna, JoĂŁo Vilhena, Francesca Woodman, Toots Zynsky.
Nel testo che accompagna la mostra, il filosofo Jonathan Molinari rintraccia il filo che lega le opere in mostra, gli artisti, questo luogo e questo tempo nel tema del ritorno dellâopera di Monteverdi Il Ritorno di Ulisse composta proprio a Venezia nel 1640. ÂŤQuello di Ulisse con Telemaco â scrive â è uno dei rincontri piĂš belli e commoventi della storia della letteratura mondiale. Ad animarlo è questa forza dellâimpossibilitĂ che si realizza. Si confida e spera che lâimpossibile si realizzi, che ritrovarsi sia possibile, pur sapendo che nel fondo del rincontro agisce una dialettica tragica e spietata: quella tra il tempo e la sorteÂť. Le opere in mostra, dunque, propongono riflessioni diverse sul tema del ritorno e del rincontro: dalla serie Splash di Fabrizio Plessi, in cui lâacqua fa da protagonista come flusso di vita e memoria allâopera di Maurizio Pellegrin, in cui lâartista ridispone e riorganizza oggetti che si rincontrano con un nuovo significato, ad ancora le opere di Zynsky, in cui lâartista stessa manipola la materia nel divenire del tempo. Le fotografie di Scianna, invece, eternizzano il tempo ed è lâosservatore, sempre in trasformazione, a incontrare unâimmagine fissa; nella serie Mirrors di Donzelli la relazione tra opera e spettatore assume un ruolo centrale, in quanto il fruitore rincontra la propria immagine nello specchio e, osservandola, trasforma la realtĂ . Sullo stesso tema riflette anche Candeloro: la sua opera ci ricorda come lâincontro è sempre una reintepretazione di ciò che il singolo ha davanti, ma anche come, in unâepoca in cui le relazioni sono sempre piĂš frammentate, lâarte permette di connettersi con lâaltro. Infine, unâultima tematica legata allâincontro è quella del corpo, elemento attraverso cui passa il desiderio, condizione necessaria per il rincontro. Lo si nota nelle opere di Joao Vilhena Lâamour des corps, in cui dai corpi rappresentati scaturisce la tensione e il desiderio dellâincontro, creando nellâosservatore uno stato di tensione; infine nei Self-deceit 2/5//7 e in Caryatid di Francesca Woodman, il corpo è il luogo dâincontro con la propria natura e lâambiente che li circonda.
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