Scacco alla crisi

di - 9 Dicembre 2013
Cominciamo col dire il nome e la sede
Il Viviaio del Malcantone è un centro di ricerca e pratica culturale, un nome lungo, un po’ controtendenza, ma che richiama la funzione originaria della sede e include il nome della via in cui risiede l’associazione.
Nato quando e con che natura giuridica?
Il Vivaio diventa un’associazione di promozione sociale nel novembre del 2011, dopo quasi un anno dedicato alla ristrutturazione degli spazi e all’individuazione della strada da percorrere.
In che settore operate?
Si occupa di promozione, formazione e produzione della cultura artistica contemporanea e propone attività legate alla riflessione, alla pratica e alla didattica intorno alle arti con un interesse specifico per le arti visive e per le derive teatrali e performative. L’associazione fornisce spazi prove a giovani compagnie e a professionisti, crea momenti di formazione e scambio, ospita e progetta rassegne, residenze artistiche, esposizioni, talk nella prospettiva di generare contesti “aperti” alla sperimentazione e alla condivisione degli aspetti processuali del fare ricerca.


La mission?
Il Vivaio si costituisce nell’intento di diffondere la cultura contemporanea, intervenendo principalmente all’interno di tre ambiti concepiti come strumenti utili al miglioramento della qualità della vita: arte, ecologia e cura di sé. Si propone di sostenere giovani artisti, di avvicinare alla cultura artistica un pubblico sempre più vasto e di sviluppare sinergie attraverso la creazione di reti tra soggetti sociali differenti.
Come si compone lo staff?
Siamo una struttura orizzontale composta da quattro persone che si occupano della progettazione, promozione, amministrazione e logistica di tutte le attività ordinarie e straordinarie promosse dall’associazione.
Qual è la vostra formula anticrisi e i risultati finora ottenuti?
Abbiamo scelto di non chiuderci ad un solo settore ma di aprirci a tre macrosettori principalmente per due motivi: allargare il target a cui ci rivolgiamo e stimolare interessi diversi nel pubblico per favorire contaminazioni tra ambiti differenti.

Come vi finanziate?
Le entrate dell’associazione sono costituite da quote associative, (tesseramento, entrate prodotte dai laboratori e dai seminari) dai finanziamenti ottenuti tramite la partecipazione a bandi, oltre a collaborazioni temporanee e co-working come quello con un professore dell’Accademia delle Belle Arti di Firenze con il quale lavoriamo su progetti specifici. L’idea è quella di intensificare l’attività di fundraising in ambito privato e di applicare strategie di raccolta fondi in base alle peculiarità del territorio locale.
Intendete cercare altri partner, collaborazioni?
Uno dei punti focali dell’associazione è proprio l’espansione della rete attraverso la ricerca di partner con cui sviluppare progetti. Ad oggi il Vivaio ha collaborato sia con realtà istituzionali che indipendenti, tra cui Fabbrica Europa, Museo Marino Marini, F_AIR Florence Artist in Residence, the Next Stop Piattaforma per la cultura contemporanea, Fies Ambienti per la produzione di Performing Art, e con diversi soggetti attivi sul territorio con cui condividere risorse tangibili e non.
Contatti

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