Carlo Lorenzetti, Diapason nello spazio, 2020. Maquette Cartoncino e metacrilato
“Quae non prosunt singula, collecta iuvant”, quando l’arte, con i suoi mille linguaggi, si fa educazione ambientale e promuove il riequilibrio urbanistico e umano di una città. Nell’“Isola Madre” di Taranto tra i vicoli più antichi, Piazza Castello e Piazza Fontana, un progetto innovativo di “Opera pubblica” è volto al recupero di alcune zone urbane apparentemente più degradate, attraverso un intervento diffuso e cross-disciplinare.
La storia è quella di un concorso mancato per un monumento pubblico che avrebbe dovuto omaggiare un compositore e musicista eccezionale come Giovanni Paisiello, nato proprio a Taranto nel 1740. Una vicenda sempre rinviata, sempre screditata o passata in second’ordine. Finalmente, però, Paisiello torna a far parlare di sé, con un progetto di Monumento dedicato alla Musica che, tra opere artistiche di vario genere (sculture, fotografie, disegni, bozzetti, ecc.), condensa significati identitari davvero rilevanti per Taranto.
Il progetto sulla storia del concorso mancato, raccontato anche fotograficamente dal catalogo edito Gutenberg assieme al libro edito da Aldo Perrone, si declina in due fasi: da una parte, un momento espositivo che ha mostrato il bozzetto originale dell’artista Nino Franchina, vincitore a suo tempo del concorso per realizzazione del monumento a Paisiello; dall’altra, un concorso d’idee a cura di Massimo Bignardi, che ha invitato 19 artisti – Angelo Casciello, Lucilla Catania, Bruno Ceccobelli, Pietro Coletta, Fernando De Filippi, Giulio De Mitri, Gerardo Di Fiore, Gino Filippeschi, Paolo Grassino, Ugo La Pietra, Carlo Lorenzetti, Giulia Napoleone, Antonio Paradiso, Daniela Perego, Nicola Salvatore, Paolo Scirpa, Guido Strazza, Antonio
Violetta e Luigi Vollaro – a preparare degli studi progettuali inediti, tra disegni preparatori, maquettes, pitture, collages, fotografie, guardando all’idea di un’opera pubblica. I progetti sono in mostra al CRAC – Centro di Ricerca Arte Contemporanea, mentre le opere e le istallazioni – che verranno realizzate a partire da questi – animeranno gli angoli, i larghi e vicoli più reconditi e affascinanti di Taranto Vecchia, come via di Mezzo, per Pietro Coletta e Paolo Scirpa, e Postierla Via Nuova, per Paolo Grassino.
La realizzazione del vasto progetto, il cui titolo per intero è “OPERA nell’OPERA: omaggio a Giovanni Paisiello / Progettualità ambientale per un monumento alla Musica”, si deve alla Rocco Spani Onlus, una fondazione che ha come finalità quella di attuare iniziative di alto profilo sociale nei contesti più svantaggiati di tutto il territorio nazionale. L’operatività in Puglia però raggiunge il suo grado massimo grazie alla collaborazione con il CRAC – Centro di Ricerca Arte Contemporanea, sito nell’ex convento dei Padri Olivetani, un ambiente del XIII secolo, a sua volta, luogo antico e ricco di fascino.
«La sostanza immateriale della musica, come quella dell’immaginazione e del sogno ci consegna l’ambizione universale dell’arte, la profondità estetica di una visione senza immagine» (R. Lacarbonara).
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