Tanti occhi in più nella casa del Grande Fratello

di - 20 Settembre 2001

Si è affermato nel panorama italiano degli anni ’90 inventando un nuovo linguaggio che, attraverso il tradizionalissimo mezzo della pittura, fa il verso all’estetica del video, della tv e del cinema.
Come in un beffardo scherzo della sorte, l’artista romano Cristiano Pintaldi, uno dei fari dell’arte contemporanea italiana da un lustro ad oggi, si è ritrovato protagonista proprio della tv, e nella tv proprio in uno di quei programmi che ne simboleggiano lo straordinario potere di coinvolgimento, la formidabile influenza sociale e popolare.
Un lavoro di Pintaldi è stato scelto dalla scenografa del Grande Fratello per decorare quella che per un trimestre sarà per alcuni la ‘casa’ per eccellenza.
I grandi quadri del pittore romano si presentano come vaste immagini scomposte in pixel dipinti a mano. Il lavoro trasmette così un’aura ‘old tecnology’ (chi non ricorda i vecchi televisori a valvole…) acuita dalla scelta dei soggetti mutuati quasi sempre dalla gloriosa storia del cinema e dei suoi colossal. Le trasfigurazioni cromatiche di Pintaldi mirano dunque al raggiungimento dell’unità essenziale, il pixel; considerato come molecola tecnologica elementare, il puntolino luminescente è frutto di un lavoro lungo e laborioso: sulle fotografie viene stesa una mappa, ad ognuno dei fori di quest’ultima viene assegnato un unico colore, la rete così marcata viene poi applicata alla tela e utilizzata per dipingere i pixels rigorosamente con combinazioni dei tre colori rosso, verde, blu. Così come la televisione riesce in pochi secondi a mostrarci centinaia di immagini così l’artista impiega giorni o mesi per crearne ‘solo’ una.
Oltre alla presenza dei pixels ed alla rinomata bravura di Cristiano, cosa ha spinto gli organizzatori dell’italico Grande Fratello a scegliere Pintaldi per abbellire le pareti della casa di Cinecittà? Senza dubbio il soggetto. Il quadro, rappresentando due grandi occhi, si pone in pieno tema con l’atmosfera spiona della trasmissione più fitta di telecamere al mondo, il cromatismo poi ricorda addirittura al logo della trasmissione.
Non è la prima volta, bisogna ricordarlo, che i lavori del trentunenne artista capitolino hanno varcato confini di gallerie e musei per acquisire ben più ampia popolarità. Un suo quadro ha dato la copertina all’ormai celebre N.Q.C. (Castelvecchi, 1998, Roma), saggio che il critico Gianluca Marziani ha dedicato alla nuova scena artistica italiana degli anni novanta, e un altro dei suoi inquietanti occhi è il logo di ‘Contemporaneo Temporaneo’ il centro d’arte ospitato dentro la Stazione Termini; non una stazione normale dunque ma lo scalo ferroviario più grande d’Europa con un via vai di 600mila persone al dì!
L’opera di Pintaldi rimarrà nella ‘casa’ fino all’ultimo giorno, non sarà dunque mai nominata, il ricco premio finale però non le verrà assegnato. Crediamo tuttavia che, anche grazie a queste grandi occasioni di visibilità, le opere del pittore romano non riserveranno che meravigliose sorprese ai loro collezionisti.


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Massimiliano Tonelli

[exibart]

Visualizza commenti

  • se lei dice che sono astrusi e poi non dice in che misura e dove come fanno i giornalisti a correggere il tiro? Quasi sembra che la difficoltà sia a livello di ricezione più che di emissione del messaggio...

  • Ma chi ve lo fa fare a mettere riassuntini astrusi del pezzo in home page? E' la seconda volta in due giorni. Ma lo fate per vedere se i lettori sono attenti?

  • ...e se vi dicessi che la regista del programma è la mugghiera del Pintaldi ???

    Facile cosi...nhe...

  • pintaldi ci sta benissimo nella casa del grande fratello!come pure con mediaset e affini.

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