Un monumento per il rispetto ambientale, a ricordare le straordinarie possibilità di dialogo e di incontro tra uomo e natura. Templum per Aquam è la nuova installazione presentata da Marco Nones nell’ambito del ciclo “Toccare l’Arte”, promosso da Trait d’Union Onlus e arrivato alla terza edizione. Come spazio di questa nuova edizione del progetto, Trait d’Union ha scelto l’intatta bellezza della collina di Ansedonia, frazione di Orbetello, sviluppatasi attorno ai resti archeologici della Città Etrusca di Cosa, a sottolineare ancora l’intreccio tra paesaggi antropici e naturali. Proposto da Elena Guerri dall’Oro, Presidente della Onlus, il progetto si avvale del Patrocinio economico e morale del Comune di Orbetello.
«Come Assessore alla Cultura ho da sempre cercato di valorizzare le tradizioni culturali del nostro territorio ma anche le tracce del nostro importante passato che spesso viene quasi dato per scontato. Associare quindi un’area così importante da un punto di vista archeologico, come Ansedonia, al genio artistico di Marco Nones con la sua straordinaria capacità di creare una simbiosi con l’ambiente naturale in cui si trova a lavorare, è una sfida e un doveroso tributo ad una parte tanto significativa del nostro territorio», ha commentato Maddalena Ottali. «La ricerca di un artista calibrato per il luogo Ansedonia ha richiesto più del tempo previsto e quando finalmente ho conosciuto Marco Nones ho capito di aver finalmente incontrato l’artista giusto per quel luogo dell’anima», ha dichiarato la Presidente della Onlus, Guerri dall’Oro. Cresciuto tra le Dolomiti del Trentino, ispirato dall’arte di Andy Goldsworthy e Richard Long, ideatore e direttore, dal 2010, del Festival RespirArt in Val di Fiemme, creato con Beatrice Calamari, Nones ha sempre lavorato con materiali naturali, nel settore della Land Art in particolare.
«Templum per Aquam, che prevede una fontana costituita di due conche coniche in metallo corten, abbracciata da due semicerchi di pali di castagno pigmentati a cera e a carbone, rappresenta il primo monumento di cui Ansedonia si dota, riconoscendo quel rispetto ambientale che il proprio territorio merita e che le opere di Marco Nones, prodotte solo e unicamente con materiali naturali, incarnano. Sentiamo di poter dire che le esigenze del nostro tempo e la nobiltà della collina etrusca con questa installazione siano rispettate», hanno spiegato di organizzatori.
«Vi è nel suo lavoro un sottile senso di sfida alle leggi della futilità umana. Vi è voglia di tornare alla dimensione sciamanica in cui l’intervento umano non si sentiva ancora separato da quello divino, che altro non era che questa dimensione misteriosa e insondabile della natura e in questo impegno vi è la densità del rito che discende dal mito», scriveva di Nones Philippe Daverio.
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