TERRE DI LOTTO. UNA DIFFERENTE INTERPRETAZIONE DEL “SISTEMA MOSTRA”

di - 11 Luglio 2011
La conclusione dell’ultima esposizione alle Scuderie del Quirinale di Roma dedicata a Lorenzo Lotto (Venezia, 1480 – Loreto, Ancona, 1556), dà il via al grande progetto che si protrarrà fino al 2012, volto alla valorizzazione di tutto il patrimonio artistico, culturale e paesaggistico legato alla figura del “Golgota del Rinascimento”, così come lo definì il suo maggiore studioso Bernard Berenson.

Terre di Lotto – questo il nome dell’iniziativa presentata in conferenza stampa a Roma giovedì 7 luglio –  coinvolge enti pubblici e privati accomunati dall’unico scopo di creare una rete che dal fulcro centrale costituito dalla grande esposizione romana, si dirama in tutto il territorio nazionale, o meglio, verso quei luoghi dove il grande artista veneto ha lasciato tracce maggiori: Marche, Veneto, Lombardia.

Il progetto, ideato da Barbara Abbondanza Maccaferri con l’aiuto del curatore della mostra Giovanni Carlo Federico Villa, ha richiesto la collaborazione congiunta del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dell’Azienda Speciale Palaexpo che ha curato tutta la parte comunicativa, di sponsor importanti il cui ruolo non si è limitato al sostegno finanziario, e dei territori interessati, che hanno intravisto la possibilità di mettere a disposizione, oltre alle opere d’arte, la ricchezza paesaggistica ed enogastronomica che li caratterizzano. Per far questo si sono creati degli itinerari culturali lotteschi permanenti, realizzati in collaborazione col FAI – Fondo Ambiente Italiano e Gambero Rosso. Piccoli centri lontani dal turismo di massa, come Asolo (TV), Jesi (AN), Cingoli (MC), Recanati (MC), Monte San Giusto (MC), sono così coinvolti in prima linea in questo esperimento che si propone di dare un’interpretazione alternativa al sistema mostra: “non solo promozione del singolo artista e delle sue opere, ma attenzione alla contestualizzazione e alla valorizzazione del patrimonio diffuso – vera ricchezza delle “cento città d’Italia” – e ottimizzazione delle poche risorse economiche oggi disponibili nel nostro Paese, grazie alla messa in rete di numerose istituzioni pubbliche – quali Ministero, Soprintendenze, Regioni, Comuni, Diocesi – e sponsor privati”.

Al di là degli itinerari turistici, è stato attivato un articolato sistema di promozione e comunicazione che prevede, oltre a diversi incontri e dibattiti in tutti i comuni interessati, l’attivazione di percorsi didattici per bambini e famiglie supportati da una serie di piccole pubblicazioni per tutti i tipi di pubblico, e la creazione di un sito internet (www.lorenzolotto.info) dove è possibile consultare il programma delle iniziative, e ritrovare informazioni sull’artista, la sua tecnica, il suo percorso artistico, e i restauri.

Particolare menzione meritano due importanti aspetti: i restauri realizzati grazie ai contributi degli sponsor, BNL, Fondazione Credito Bergamasco e Enel; l’intervento di illuminazione con nuove fonti luminose a led realizzate da Tergetti Sankey. Chi ha già visitato la mostra alle Scuderie avrà sicuramente apprezzato il favoloso cantiere aperto del Polittico di San Domenico – sostenuto da Enel – allestito al termine del percorso espositivo, altra nota di merito per questo “differente sistema mostra”. Bnl e Fondazione Credito Bergamasco hanno finanziato rispettivamente 13 e 6 interventi. Tutte le indagini diagnostiche e i processi di restauro sono descritti nei volumi appositamente pubblicati per ogni territorio – Lotto nelle Marche, Lotto in Veneto, Lotto a Bergamo – che vanno a completare il grande catalogo illustrativo dell’intero progetto a partire dal dopo-mostra. Gli interventi di illuminazione che hanno interessato l’esposizione, come tutte le installazioni originarie nei singoli comuni, saranno lautamente esplicate dai lighting designer che le hanno realizzate, nel corso delle diverse presentazioni in programma a partire dal 9 luglio a Cingoli.

L’esposizione temporanea è stata per così dire “un pretesto” per concentrare l’attenzione del grande pubblico verso il patrimonio permanente, diffuso capillarmente in Italia, con una particolare nota verso l’aspetto conservativo. Già, perchè è proprio questa la peculiarità della nostra bell’Italia, come afferma anche Antonio Paolucci, presidente della Commissione Scientifica Scuderie del Quirinale: nella classifica dei grandi musei del mondo, quelli italiani si trovano “soltanto” al ventunesimo posto, come molti lamentano; in realtà questa è una conseguenza del fatto che in Italia non possono esserci grandi concentrazioni di ingressi nei maggiori musei, perchè il pubblico è costretto a distribuirsi tra tutte le attrazioni di interesse artistico e culturale dislocate lungo tutto l’intero stivale.

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a cura di claudia pettinari

[exibart]

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