Un secolo di Treccani: l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana festeggia i primi cento anni

di - 1 Marzo 2025

Il 18 febbraio del 1925 nasceva a Roma l’Istituto Giovanni Treccani, su iniziativa dell’industriale e senatore del Regno Giovanni Treccani degli Alfieri e del filosofo Giovanni Gentile. La missione era quella di realizzare, pubblicare, diffondere e aggiornare l’Enciclopedia Italiana di Scienze, Lettere ed Arti. Quest’anno, la Treccani festeggia i suoi primi cento anni. Un’occasione – come ha sottolineato il Direttore Generale Massimo Bray – per ricordare come l’Istituto abbia saputo fornire degli strumenti essenziali per comprendere e interpretare i principali eventi che hanno caratterizzato questo secolo.

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Cento parole per Treccani

Cento anni festeggiati con cento parole. Nessuna definizione, stavolta. Parole “nude” che hanno ripercorso l’ultimo secolo, selezionate per l’occasione con doviziosa cura da un comitato di storici e linguisti il cui lavoro ha consentito di associare a ciascun anno un evento storico distintivo o rilevante, identificabile con uno specifico ambito semantico, sia in maniera diretta che per inferenza. “Enciclopedia”, quella del 1925; “Treccani”, quella del 2025. La chiusura di un cerchio che celebra una ricorrenza, ma che al contempo contiene al proprio interno una rappresentativa sintesi di uno degli obiettivi principali dell’Istituto, farsi scrigno dell’identità culturale della Nazione.

Citando le parole pronunciate dal Presidente della Treccani Carlo Ossola, in occasione della celebrazione del Centenario: «L’Enciclopedia, nella dispersione atomizzata della comunicazione sociale, è ancor più vitale oggi, poiché il particolare non si capisce se non dall’universale; occorre un’alberatura concettuale che liberi dalla rincorsa all’evento, sciame di un giorno, fogliame senza radici». Proprio in questa affermazione si può cogliere il ruolo importantissimo svolto da Treccani a partire dalla sua fondazione: offrire una visione integrata e sistematica del sapere, contribuendo a strutturare la conoscenza in un contesto che possa evitare la frammentazione di cui, oggi più che mai, l’informazione è vittima.

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Palazzo Treccani: la mostra

Per celebrare il Centenario, è stata presentata la mostra Palazzo Treccani alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella presso lo spazio di Treccani Arte, visitabile fino al 30 aprile. A cura di Treccani e progettata dallo studio di progettazione multidisciplinare milanese Dotdotdot, il percorso espositivo si articola come un vero e proprio “Palazzo in divenire”, le cui prime stanze svelate sono la Galleria e lo Studiolo.

Ad accogliere il visitatore, all’ingresso della mostra, troviamo la Galleria della conoscenza. Partendo e al contempo discostandosi dal significato originale del termine, la galleria di questo Palazzo dà vita ai momenti salienti della storia dell’Istituto e li racconta attraverso un allestimento innovativo: una maestosa biblioteca interattiva offre ai visitatori la possibilità di esplorare contenuti testuali, iconografici e audiovisivi, mettendo in evidenza le iniziative più recenti che hanno reinterpretato la missione originaria di Treccani, valorizzandone l’eredità storica e proiettandola verso il futuro.

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Palazzo Treccani: le opere in mostra

A seguire il secondo ambiente, quello dello Studiolo. Ispirato agli studioli rinascimentali, adotta la logica esperienziale della Wunderkammer, favorendo la riflessione e la diffusione della conoscenza. Al suo interno, Take my tears di Francesco Vezzoli, Qr Code Possession di Michelangelo Pistoletto, Clessidra di Giorgio Andreotta Calò, Il piccolo giardino di AMDL Circle e Michele de Lucchi, alcuni fac-simile prodotti in collaborazione con musei e biblioteche e due opere realizzate per Treccani Arte: Per l’Enciclopedia Treccani di Ettore Spalletti e Venti voci per la Treccani e Dieci virgole per il mondo di Emilio Isgrò.

Per concludere, al centro dello Studiolo si trova un’installazione interattiva dedicata alla prima edizione dell’Enciclopedia Italiana del 1937, che con le sue sembianze da portale invita a osservare e scoprire la cognoscentia e consente di accedere a oltre 30.000 immagini digitalizzate e organizzate in tre categorie tematiche: Naturalia, Mirabilia e Artificialia.

Palazzo Treccani rappresenta quindi un dialogo multiforme e corale tra persone, istituzioni, enti e comunità attraverso spazi fisici e digitali interattivi. Si tratta di un progetto in evoluzione, destinato ad ampliarsi con nuovi spazi che offriranno prospettive sempre diverse sull’universo Treccani; nella sua forma finale, si comporrà di sei ambienti modulari, pensati per essere presentati e replicati in diverse sedi espositive, in Italia e all’estero.

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Cento anni di Treccani

Incontri, eventi, festival e mostre segneranno questo 2025 per l’Istituto dell’Enciclopedia. A cento anni dalla sua fondazione, Treccani rappresenta un archivio della memoria italiana, della sua lingua e del suo sapere. Operando per la valorizzazione di un prezioso patrimonio immateriale, l’Istituto riesce a diventare una fucina che rielabora quella stessa cultura, e la porge al futuro con un universo di attività che quasi la rendono più tangibile, paradossalmente più materiale nella sua traduzione.

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Oggi, infatti, l’Istituto non interviene esclusivamente nel campo dell’editoria, ma è diventato un centro multidisciplinare di riferimento per il Paese. Treccani si rivolge infatti alle scuole tramite la sua Fondazione, si fa strumento prezioso sul web, espande la rete dei propri progetti editoriali, gestisce una scuola digitale di italiano per stranieri, si dedica alla formazione con la sua Accademia, si occupa di sport e salute con Edulia e porta avanti dei progetti di ricerca sul patrimonio culturale immateriale italiano.

Celebrare il Centenario di Treccani vuol dire celebrarne l’approccio, l’apertura. Richiamando nuovamente le parole di Ossola: «Certo, allontanare le pareti, vuol anche dire perdere mura che crediamo di difesa, ma vuol soprattutto significare – come insegna l’apologo di Italo Calvino Un re in ascolto – tornare ad ascoltare i motivi, i canti, i refrains che vengono dalle strade degli uomini, dar luogo e fondamento al sentire comune».

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