Una luce sulle malattie neurodegenerative: gli incontri alla Fondazione Prada

di - 26 Novembre 2024

Aprire nuove prospettive sulla comprensione della condizione umana e del funzionamento della mente, indagando le dinamiche che guidano l’estetica, l’immaginazione, le emozioni e il pensiero simbolico. Su questo dialogo tra neuroscienza e arte è incentrata Human Brains, iniziativa lanciata dalla Fondazione Prada nel 2020 e che, dopo una serie di mostre e attività divulgative, proseguirà, nella sede di Milano, dal 28 novembre 2024 al 31 marzo 2025, con una serie di incontri nell’ambito del progetto Preserving the Brain: A Call to Action, dedicato alla prevenzione e al trattamento precoce di gravi patologie neurodegenerative come Alzheimer, Huntington, Parkinson, Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) e Sclerosi Multipla.

Una rete di collaborazioni per un approccio inclusivo

Diretto dal neurologo Giancarlo Comi, il progetto coinvolge 15 istituti di neuroscienze internazionali, sei associazioni italiane di pazienti e figure del mondo scientifico, culturale e sociale. Gli appuntamenti al Cinema Godard di Fondazione Prada si sviluppano in collaborazione con enti come AIMA – Associazione Italiana Malattia di Alzheimer, AISM Sclerosi Multipla, AISLA e AriSLA Sclerosi Laterale Amiotrofica, Confederazione Parkinson Italia e Fondazione LIRH Ricerca Huntington.

Il dialogo tra arte, scienza e società è sostenuto anche da Z.E.A. Zone di Esplorazione Artistica, un gruppo di ricerca che promuove accessibilità museale e inclusione. Gli incontri, aperti al pubblico, si articolano in dibattiti, reading e tavole rotonde, con il coinvolgimento di medici, ricercatori, pazienti e rappresentanti culturali. Tra gli obiettivi principali, l’informazione sui progressi della ricerca e la sensibilizzazione sulle implicazioni sociali, psicologiche e politiche di queste malattie.

“Preserving The Brain: A Call to Action” Photo: Delfino Sisto Legnani – DSL Studio Courtesy Fondazione Prada

Il valore della parola e il peso delle storie personali

Il primo incontro, Scegliere le parole. Il lessico delle malattie neurodegenerative, si terrà il 28 novembre 2024. La discussione affronterà il tema della comunicazione di queste patologie, dai contesti familiari alla promozione della prevenzione, coinvolgendo esperti come il virologo Roberto Burioni e il neuropsicologo Alessandro Padovani, insieme a rappresentanti di associazioni e istituzioni.

Il secondo appuntamento, Il Parkinson. Una malattia che è 100 malattie, il 12 dicembre 2024, esplorerà approcci terapeutici e di cura, con testimonianze dirette, un reading dell’attore Claudio Beccari e le immagini del fotogiornalista Giovanni Diffidenti. La tavola rotonda, moderata dalla giornalista Nicoletta Carbone, includerà figure come Angelo Antonini, esperto di disturbi del movimento, e Giangi Milesi, presidente della Confederazione Parkinson Italia.

“Preserving The Brain: A Call to Action” Photo: Patrick Toomey Neri Courtesy Fondazione Prada

Un calendario tra scienza e cultura

Tra gennaio e marzo 2025, il programma degli incontri continuerà a esplorare malattie specifiche e temi di carattere trasversale, offrendo un calendario ricco di appuntamenti. Il 23 gennaio si terrà un evento in collaborazione con AIMA, focalizzato sull’Alzheimer, mentre il 13 febbraio la Fondazione LIRH guiderà un dibattito sulla malattia di Huntington. Il 20 febbraio sarà la volta di Abitare inclusivo. Oltre le barriere, un incontro dedicato all’accessibilità degli spazi. Il 10 marzo, l’AISM promuoverà una riflessione sulla Sclerosi Multipla, seguita il 27 marzo da un confronto sulla SLA, organizzato con il contributo di AISLA e AriSLA. Infine, il 31 marzo, il ciclo si concluderà con Dialogare con l’arte. Esperienza estetica, socialità e riserva cognitiva, realizzato in collaborazione con la fiera miart e dedicato al rapporto tra arte e benessere cognitivo.

“Preserving The Brain: A Call to Action” Photo: Delfino Sisto Legnani – DSL Studio Courtesy Fondazione Prada

Questi appuntamenti rappresentano un ponte tra sapere scientifico e quotidianità, ponendo l’accento sull’importanza di un approccio condiviso e inclusivo. Come sottolineato da Giancarlo Comi, «Una comprensione più ampia e articolata delle malattie neurodegenerative è essenziale per mobilitare la comunità e favorire un cambiamento reale, soprattutto tra le nuove generazioni».

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