Una mostra di Bill Viola a Napoli, per riaprire una chiesa di epoca Barocca

di - 30 Luglio 2022

La Chiesa del Carminiello a Toledo, a Napoli, riapre al pubblico con una mostra dedicata a Bill Viola, tra i maestri della videoarte. In esposizione, a partire dal 2 settembre 2022, cinque opere di Viola, Earth Martyr, Air Martyr, Fire Martyr e Water Martyr, tutte derivate dall’installazione video su larga scala Martyrs, inaugurata nella Cattedrale di St. Paul a Londra, nel maggio del 2014, e Three Women (2008), parte della serie Trasfigurazioni, dedicata alla riflessione sul passare del tempo e sul processo attraverso il quale si trasforma l’interiorità di una persona.

La Chiesa del Carminiello

Situata in via Carlo de Cesare 30, nei Quartieri Spagnoli, alle spalle di via Toledo e a due passi da piazza Trieste e Trento e piazza del Plebiscito, la chiesa della Congregazione dei 63 Sacerdoti, risalente all’epoca Barocca, è conosciuta come Chiesa del Carminiello, poiché la tela della Vergine del Carmine, custodita all’interno, era ritenuta miracolosa. Nel XVIII secolo, la chiesa subì varie ristrutturazioni e riconducibili proprio a questo lasso di tempo sono il pavimento maiolicato e le decorazioni rococò dell’intera navata. Oggi la chiesa, che di fatto si trova incastonata in un palazzo civile, occupandone di fatto la corte, riapre solo periodicamente ed è affidata alla Associazione Gioventù Cattolica.

Chiesa del Carminiello a Toledo

Biografia di Bill Viola

La mostra di Bill Viola è organizzata da Vanitas Club, che già presentò “Estasi”, mostra di Marina Abramović a Castel dell’Ovo.

Nato nel 1951, Bill Viola è riconosciuto a livello internazionale come uno degli artisti contemporanei più influenti. È stato determinante nell’affermazione del video come forma di arte contemporanea, ampliandone notevolmente la portata. Le sue installazioni video sono spesso ambienti totali che avvolgono lo spettatore in immagini e suoni, utilizzando tecnologie all’avanguardia e distinguendosi tanto per la loro precisione che per la semplicità.

Viola utilizza il video per esplorare i fenomeni della percezione sensoriale come via per la conoscenza di sé. Le sue opere si concentrano sulle esperienze umane universali, come nascita, morte, lo sviluppo della coscienza, e hanno radici sia nell’arte orientale che in quella occidentale, nonché nelle tradizioni spirituali, tra cui il buddismo zen, il sufismo islamico e il misticismo cristiano. Utilizzando il linguaggio interiore dei pensieri soggettivi e delle memorie collettive, i suoi video comunicano a un vasto pubblico, consentendo agli spettatori di vivere l’opera direttamente e in modo personale.

Le sue opere sono esposte nei maggiori musei di tutto il mondo. Nel 1995 rappresentò gli Stati Uniti d’America alla Biennale d’Arte di Venezia. Nel 2002 completò il suo progetto più ambizioso, “Going Forth By Day”, un ciclo di video ad alta definizione suddiviso in cinque parti commissionato dal Guggenheim Museum di New York e dal Deutsche Guggenheim di Berlino. Nel 2017 la speciale relazione tra l’artista e l’arte classica viene celebrata con una mostra a Firenze, a Palazzo Strozzi, dal titolo “Bill Viola. Rinascimento elettronico”, curata da Arturo Galansino e Kira Perov, che aveva già curato una sua mostra nel 2008, a Palazzo delle Esposizioni di Roma.

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