L’idea –coraggiosa e sicuramente interessante- è quella di nucleo in continua crescita e aggiornamento. Lo diresti osservatorio se la parola non fosse vittima di una certa usura mediatica. Così la collezione di arte contemporanea del Ministero degli Esteri dedicata alle ultime generazioni –curata da Lorenzo Canova- presenta il suo primo insieme di opere: si tratta –nella quasi totalità- di lavori in comodato secondo una formula che prevede un continuo ricambio / accrescimento. Sorella dell’altra collezione della Farnesina, composta da opere storiche del ‘900 italiano (tratteggiando un percorso che va dal Futurismo, alla Pop Art, all’Arte Povera e Concettuale), questa prima parte della collezione si attesta lungo un limite cronologico che fissa al 1969 la data di nascita degli artisti invitati. Potrebbe apparire in parte una scelta opinabile o quantomeno restrittiva, ma si tratta di un termine che verrà a cadere dal prossimo anno. E –intanto- è un modo per costruire un collegamento tangibile tra l’ultima parte della collezione ammiraglia e le generazioni successive.
Sul criterio di scelta sembrerebbe dominare la varietà di mezzi: pittura (che comunque fa la parte del leone), video, fotografia, scultura e installazione, accostate, però, seguendo un preciso solco, da un lato una possibile linea di continuità, dall’altro l’incidenza dei nuovi media, l’impatto della tecnologia, le ibridazioni e gli scambi, a volte imprevedibili. Che la pittura attinga più o meno tranquillamente da un immaginario composito è dato più che conclamato, così come la permeabilità tra tagli marcatamente fotografici, immagini pescate nella rete e reminescenze in qualche modo classiche o del tutto atemporali. Stesso discorso –per quanto riguarda la molteplicità di fonti, riferimenti- si può fare per la scultura (che sceglie soluzioni installative, che si avvale di nuovi materiali, ma che non dimentica –ad esempio- l’old classic della ceramica) e, rovesciando, i termini le stesse analogie possono servire per spiegare il rapporto che lega fotografia e fonti pittoriche (se non per soluzioni formali, molto spesso per la costruzione dell’immagine). Meno presente, in collezione, il video, che pure si presterebbe ad un interessante intreccio di suggestioni e riferimenti.
Si delinea così un orizzonte eterogeneo, ma coerente nell’orchestrazione di richiami e di rimandi: dal paesaggio –fotografato (Olivo Barbieri o Raffaella Mariniello) o dipinto (Marco Neri, Andrea Aquilanti, Marco Petrus, Pietro Capogrosso…) o in video (Stefano Cagol)- agli interni spiazzanti di Gioacchino Pontrelli (presente con un bel lavoro, René), agli oggetti molli di Loris Cecchini (qui la soft door socchiusa e afflosciata, della serie Stage Evidence). Dalla verve caustica di un Bazan in forma (Aedus: con una famigliola affatto rassicurante davanti alla TV) o a quella visionaria di Fulvio Di Piazza o Luca Matti o Marco Colazzo.
E ancora, rarefatte declinazioni non figurative (Roberto Pietrosanti, Carlo Bernardini) accanto alla figurazione monumentale (Stefania Fabrizi) o al racconto intimo (Daniele Galliano, Marta Dell’Angelo). Alla lunga –e forse non è un caso- però sembra vincere l’ironia. Da Ivana ritratta a mezzobusto come una dama del quattrocento fiorentino (Paolo Schmidlin), alle armi –qui un elmo- à la page di Antonio Riello, alla statuaria anni ’30, rivisitata da David Fagioli, agli arcinoti topi di Silvano Tessarollo, al Transdomestico -in cui ogni riferimento è assolutamente non casuale- di Simone Racheli.
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gentile redazione, scrivo perchè sono inserita nella collezione della Farnesina , vedi articolo,
ma digitando su google NON compare la pagina dell'articolo. Prima c'era , poi è stata tolta , perchè ??
verificate . grazie rosetta messori
Arte del XXI secolo, a cura di Lorenzo Canova
giugno 2003 – settembre 2004
artisti invitati: Rosetta Messori, ecc.....
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