Soltanto, si fa per dire, quindici opere, una sola stanza per capire, o tentare di farlo, la vicenda artistica di un grande artista del ‘900: Umberto Boccioni. Le opere provengono dal Metropolitan Museum di New York e dalle Civiche Raccolte d’Arte del Castello Sforzesco di Milano ed è la prima volta che sono esposte insieme.
Non si tratta, sia chiaro, di una mostra incompleta, la figura d’Umberto Boccioni è delineata attraverso alcuni dipinti (in particolare l’eccezionale ‘I selciatori’ del 1914), due sculture di bronzo ed una manciata d’opere grafiche e di studio. Gli anni presi in considerazione sono quelli di maggior rilievo della produzione artistica del futurista nato a Reggio Calabria: siamo tra il 1911 ed il 1915. In questo periodo l’artista vive tra Parigi, dove incontra i grandissimi del tempo come Cézanne, Picasso, Van Gogh e dove la sua opera è influenzata dai temi dell’impressionismo e del cubismo, e Milano, sua città adottiva e patria del movimento futurista al quale Boccioni aderisce ufficialmente nel 1910. Il periodo precedente, non rappresentato nella mostra, è comunque molto importante per la formazione di Boccioni. Si tratta degli anni, tra il 1899 ed il 1906, che Boccioni passò a Roma dove conobbe e collaborò con Giacomo Balla, impegnato allora nelle sue ricerche divisioniste.
Il dinamismo, che dà il titolo all’esposizione, è osservabile immancabilmente anche nella scultura di Boccioni. In mostra sono esposte due opere di grandissimo valore simbolico ed esempi della scultura futurista: ‘Antigrazioso’ (1913) condensa in se uno dei punti cardine del manifesto della scultura futurista ovvero abolire il concetto di buon gusto; l’altra scultura, unanimemente considerata capolavoro, è ‘Sviluppo di una bottiglia nello spazio’ (1913), qui il soggetto sembra davvero muoversi, ruotare su se stesso, dinamismo puro insomma.
Di là dalle singole opere esposte, seppure di gran valore, “Sul dinamismo ” riesce nell’obiettivo generale di presentare la vita e le opere di Boccioni e del movimento futurista. I supporti informatici, disponibili per i visitatori, consentono la lettura di tutti i manifesti futuristi e della biografia di Boccioni. In una sala attigua a quella dell’esposizione è stato allestito un mini-cinema con proiezioni di video sulla vicenda del grande artista italiano. Tutto reso possibile grazie ai modernissimi spazi disponibili nella sede appena ristrutturata della Galleria Comunale.
Per ricreare una sorta d’atmosfera futurista sono state organizzate, nella giornata dell’inaugurazione, alcune iniziative collaterali alla mostra come una coreografia dal titolo Futurballet ed un concerto di musica futurista.
massimiliano tonelli
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