Uno spazio espositivo incredibile e grandioso appena riaperto dopo un radicale intervento di restauro e rifunzionalizzazione al fine di realizzare in un prossimo futuro l’attesissimo Museo dei Fori Imperiali. Le opere del contemporaneo Richard Serra – nato a S. Francisco, attualmente vive e lavora a New York – invadono la Grande Aula dei Mercati e le antiche botteghe adiacenti. Sculture che sembrano in movimento, protese verso lo spazio, materiali allo stato grezzo, acciaio e piombo quasi arrugginiti perfettamente inserite negli spazi. Parallelepipedi, grandi monoliti, cilindri lunghissimi e sproporzionati che si compenetrano a vicenda. Le sculture sono tutte di dimensioni medie e denotano la tendenza dell’artista a creare opere adatte anche ai contesti urbani come testimoniano i suoi interventi in Place de la Concorde a Parigi o a Bookside a Londra.
In questa continua contaminazione, in queste geometrie, in queste simmetrie sono i contrasti tra superfici concave e convesse ad affascinare, tra vuoti e pieni, la compenetrazione tra gli spazi sembra dare la possibilità al visitatore di entrare nelle opere le quali sembrano poste a protezione sia dello spazio espositivo – sempre splendido sia che si tratti di Mercati romani o piazze parigine – che del visitatore stesso.
In contemporanea alla mostra di queste dieci sculture nei Mercati Traianei è stata allestita presso l’American Accademy in Rome (Via Angelo Masina 5, ingresso gratuito) l’esposizione Weight and Measures Drawings in cui l’artista esplora i concetti di peso e misura attraverso i disegni. Serra considerava il disegno come opera artistica degna di autonomia e distinzione rispetto sia alla pittura che alla scultura stessa. Anche in questo caso si tratta di una mostra inedita in Italia.
massimiliano tonelli
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