E’ meglio scegliere le ore del tardo pomeriggio per visitare la mostra nata dalla collaborazione tra un artista, Marco Bagnoli e un fotografo d’arte, Attilio Maranzano, attualmente all’Academia Belgica di Roma. Infatti, solo quando la luce naturale è quasi del tutto assente sarà possibile apprezzare la luce artificiale che anima e lega tutte le opere in esposizione. A cominciare da un rettangolo di carta semiopaca affisso sulla facciata di vetro dell’Academia, visibile ancor prima di entrare perché palpitante di un’intensa illuminazione rossa che riverbera sul pilastro antistante.
Pur mantenendo le rispettive peculiarità, Maranzano e Bagnoli organizzano un’esposizione organica che sembra non avere un percorso privilegiato : il pubblico è libero di iniziare la visita come vuole. La luce e/o il concetto di soglia, di stare fra appaiono le coordinate lungo cui si sviluppa ciascuna opera. Il vetro delle finestre è un diaframma duro e invalicabile ma che con la sua trasparenza mette in comunicazione interno ed esterno, in accordo con i piacevoli effetti cromatici dell’illuminazione. Il manifesto stesso è un portale, un tramite che grazie al web permette un fecondo scambio di idee, così come la fotografia d’arte può essere il mezzo di conoscenza delle opere da parte del pubblico e quindi sta fra artista e spettatore.
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sembra proprio interessante. E' esportabile come mostra?
penso proprio di sì, a parte ovviamente la stanza col copriletto...effettivamente, ammesso che gli artisti siano d'accordo, andrebbe comunque ambientata in una struttura tipo studentato che abbia ampie porte vetrate.
forse fin troppo trasposrtabile!!! 4 opere, anche se particolarmente significative, in uno spazio dove, dopo aver suonato più volte, un portiere si degna di aprirti seccato, borbotta che le opere sono (cito testualmente) "quella, quella e quella... e una stanza che hanno sistemato come volevano quelli là".... beh definirla mostra mi sembra un po' troppo....
vale comuqnue la pena di essere vista....