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Fino al 10.II.2018 | Sabrina Casadei. Terre Emerse | Francesca Antonini, Roma

di - 14 Dicembre 2017
“Questa mostra nasce da un dialogo tra due realtà differenti, ciascuna con le proprie finalità e le proprie azioni, ma che riescono a collaborare quando si tratta di promuovere l’arte contemporanea”. Così Francesca Antonini presenta, con orgoglio, la nuova mostra ospitata nella sua galleria, “Terre emerse” di Sabrina Casadei (Roma, 1985), nata da una collaborazione con AlbumArte, associazione culturale no profit diretta da Cristina Cobianchi, con sede espositiva a Roma, in via Flaminia.
Per questa sua seconda personale romana (la prima si è tenuta lo scorso dicembre proprio ad AlbumArte), l’artista ha realizzato un nuovo ciclo di opere, meno di venti, tutte create la scorsa estate in uno spazio-studio messo a disposizione dalla galleria.
Il titolo, decisamente evocativo, prefigura pitture di paesaggio, ma nessun dato reale al di fuori della volontà dell’artista e della materia pittorica contribuisce a determinarne gli esiti. Quelli di Sabrina Casadei, infatti, sono paesaggi interiori dettati dalla proficua interazione tra mano e pensiero, colori ed emozioni; composizioni audaci e raffinate che rivelano un profondo studio del colore, chiamato non più solo a riempire campiture entro una ragnatela grafica più o meno fitta, né a farsi puro sentimento, gesto ribelle e liberatorio, bensì ad interagire con il supporto e con la sua stessa natura, tra scivolamenti, stratificazioni, repulsioni e diradamenti. Sono queste le terre emerse, non territori reali recuperati alla vista, ma scenari manifestatisi nel loro autodeterminarsi. L’artista non si concentra sul dato fenomenico, che anzi si dissolve nel libero andamento del colore, che senza rinunciare alle sue peculiari connotazioni espressive sembra sussurrare più che urlare. Catene montuose e distese d’acqua appaiono visioni residuali, pretesti iconici su cui interrogarsi e meditare fino a scorgere, con la complicità di tinte scure o tenui, l’essenza stessa della natura. Brani costantemente metamorfici, che nella fluidità ripongono ogni loro efficacia visiva e concettuale. Il colore è libero di muoversi, di insinuarsi tra le trame della tela dettando forme nuove, solo in parte determinate dal pensiero e dal gesto dell’artista. Il risultato finale è dettato dalle suggestioni che procura lo stesso lavoro in corso d’opera. La causalità dunque assume un ruolo importante, contribuendo in maniera paritetica all’emersione, dando forme imprevedibili e assai liriche ad un mondo altro, prossimo più a quello interiore che esteriori, in una sorta di tettonica dell’animo in cui il pretesto reale si sublima in una visione categoriale e atemporale.
Sabrina Casadei. Terre Emerse
Composizioni magmatiche costantemente in fieri, assestate su tonalità fredde desunte da atmosfere nordiche, in particolare norvegesi, concretamente vissute in occasione di un recente progetto di residenza, ma anche influenzate dal pensiero orientale. Ed è proprio all’Oriente che l’artista pensa nell’atto della creazione, nel farsi quotidiano del suo lavoro, quando, instaurando un rapporto autenticamente empatico con la tela, si interroga sulle energie vitali, su quell’inspiegabile e inarrestabile flusso che regola l’esistenza. Metapaesaggi in cui l’artista racconta se stessa, recuperando la dimensione narrativa, quasi diaristica della pittura, sul piano celebrando al contempo il suadente incontro tra anima e natura, Oriente e Occidente, pensiero e materia, in un confronto oltre i limiti del tempo e dello spazio.
Conscio e inconscio, certezze e insicurezze si stratificano con e sulle cromie facendo di ogni dipinto, grande o piccolo, una confessione, ma anche un rischio, con tutti i timori che il mettersi a nudo porta con sé. D’altronde rivelare se stessi è sempre un’operazione accidentata, un atto coraggioso e problematico.
Carmelo Cipriani
mostra visitata il 25 ottobre
Dal 26 ottobre 2018 al 10 febbraio 2018
Sabrina Casadei. Terre emerse
Francesca Antonini Arte Contemporanea
Via di Capo le Case, 4, 00187 Roma
Orari: dal martedì al venerdì dalle 12.00 alle 19.00; sabato dalle 10.30 alle 13.30
Info: 06.6791387, info@francescaantonini.it, www.francescaantonini.it

Nato a Terlizzi nel 1980, è giornalista, critico d’arte e curatore indipendente. Dopo la laurea in Conservazione dei Beni Culturali presso l'Università degli Studi di Lecce, si perfeziona sull'Arte del Novecento all'Università degli Studi di Bari. Già cultore della materia in Museologia presso l’Università degli Studi della Calabria e docente a contratto presso l’Accademia di Belle Arti di Vibo Valentia, ha condotto studi specialistici e curato mostre per Soprintendenze, istituzioni e musei.  

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